mercoledì 7 dicembre 2011

il (pinko) pallino

Chiariamo sta faccenda.
Nessuno ha voluto boicottare Pinko, nessuno ha voluto intraprendere una crociata contro l'eccessiva magrezza sponsorizzata dai grandi marchi produttori di moda ( non sono così ingenua), nessuno ha pensato che tò "oggi parliamo di anoressia e sono indignata dalla superficialità con cui il tema è stato trattato". Quello che è successo è che una ragazzetta cicciottella che pure ha perso dieci chili negli ultimi dodici mesi, si è demoralizzata di fronte a une vetrina (superficie trasparente ma anche riflettente) per l'utilizzo di un manichino ridicolo con misure ridicole e, checchè ne dica qualsiasi ufficio stampa, affatto standard. Ho raccontato un fatto, ho raccontato la reazione di fastidio di fronte a una coscia grande quanto un braccio (magro) e ho voluto confrontare il mio fastidio con il responsabile del negozio, quasi più per dare un suggerimento di marketing (aò se ce mettete sta secca in vetrina col cavolo che la gente compra, è repellente) che con volontà di rompere i coglioni.
Poi è successo che la mia reazione infastidita ha incontrato le reazioni infastidite di molti che come me, in un verso o nell'altro, quotidianamente si scontrano con una idea del corpo (maschile o femminile non ha importanza) quanto più lontana dalla realtà si possa immaginare (mi sembra di aver già scritto che da zara c'è la taglia 34 per i pantaloni e che per entrarci non so, dovrei farmi asportare il bacino o che detesto che sulla pubblicità del mascara ci sia scarlett johansonn con una kg e mezzo di ciglia finte). La presa per il culo è fastidiosa sempre. Qua non ci siamo fermati alla presa per il culo: mi è stato risposto che il manichino è uguale alle donne comuni, e che se quella non è la circonferenza delle mie cosce è un mio problema e potrei prendere spunto da quelle misure per poter finalmente entrare in quei fantastici jeans. Lì il veleno, perchè entrare in quei fantastici jeans significherebbe stare male e sinceramente la cosa che mi fa imbestialire è difendere a tutti i costi il diritto a essere fiche quando non ne vale (come in questo caso) la pena: è come se  avessero sponsorizzato un fondotinta che fa venire le bolle, sarei entrata lo stesso a reclamare per dire che forse non ne vale la pena e che è stupido raccontare quanto faccia la pelle luminosa se poi ti ritrovi con le piaghe, no? Nessuna polemica, nessuna volontà di interpretare il dissenso comune, nessuna bandiera della ciccioneria da portare in piazza, io sto a dieta tutta la vita, perchè mi detesto quando ingrasso troppo, non mi piaccio, mi sta male tutto e perchè è così che voglio essere. Più magra, ma sana dio bono.
Chiudo la questione Pinko, ringraziando tutti dei commenti e delle mail che ho ricevuto, riportando la risposta che mi hanno postato su Facebook dal profilo di Pinko e raccontando, come ultima cosa, come ultimo fatto, che oggi sul manichino c'era un pantalone a palazzo.
Grazie a tutti.


Ciao Daniela,
Abbiamo letto il post sul tuo blog e siamo sinceramente sconcertati quanto te. L'episodio che ci segnali è davvero grave. Al di là delle misure del manichino che sono standard, riteniamo la risposta del commesso assolutamente ...
inadeguata e lontana dalla nostra visione. Ma non è una giustificazione, ce ne assumiamo la responsabilità e andremo a fondo alla questione. Per questo ti ringraziamo davvero di averci raccontato l'accaduto e ti porgiamo le nostre più sentite scuse.

L'argomento che tu porti alla luce è molto complesso e come azienda siamo assolutamente consapevoli delle contraddizioni che il mondo della moda si porta dietro. Siamo anche consapevoli che non sarà certo una risposta al singolo episodio a risolvere la questione, siamo però felici di avere la possibilità di parlare di questi temi.



18 commenti:

  1. Perfect!
    @gabricamisa

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  2. Attenzione però alla risposta dell'azienda:

    hanno detto che andranno giustamente in fondo alla questione, col commesso ( stronzo), ma pur sempre "un debole" ( magari quel giorno per gravi problemi famigliari era nervosissimo e ha risposto in quel modo deprecabile. Verrà licenziato. E' giusto? )
    ma non hanno detto tranquilli sostituiremo i manichini.
    certo, sono assolutamente consapevoli delle contraddizioni che il mondo della moda si porta dietro ( e tutti che fanno ooooh, e gli indignati applaudono)

    G

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  3. Ma figurati. Non mi aspettavo nulla di diverso, per quanto abbia sottolineato rispondendo che mi auguro che scelgano in futuro modelli più aderenti alla realtà, visto che di manichini al mondo ce ne sono tanti.
    Il commesso non verrà licenziato, è pur sempre la mia parola contro la sua.

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  4. piuttosto bisognerebbe licenziare quella dell'ufficio stampa. Ma non è un suggerimento.

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  5. bè oddio, sulle sorti del commesso non ci scommetterei, le tutele per il dipendente, in quei casi, non esistono praticamente
    ( però magari è un gran stronzo e gli sta bene)

    e comunque oh
    è andata così, almeno abbiamo ravvivato il blog, e questo ( mio) grigio pomeriggio

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  6. come mai grigio gob? latt mi ha scritto che all'aeroporto era pieno di strafighe russe.

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  7. e vabbè
    ma qui io mica sto all'aereoporto eh
    grazie
    ( poi ciò anche una gran acidità di stomaco cristo, maledetto bar)
    salutami il nostro eh

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  8. e tra l'altro gob se pensi che mi sia incazzata col commesso mi dovevi vedere stamattina all'anagrafe a fare il cambio di residenza quando dopo una fila di 1 ora fuori al gelo (aprono alle otto e mezza e danno solo 40 numeri) alle otto e 45 ancora non c'era l'operatore allo sportello.

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  9. no ma infatti se tu vuoi prendere le distanze dal boicotta pinko lo posso pure accettare. però io d'ora in avanti boicotto pinko, così come molti altri che hanno policy altrettanto inaccettabili. del resto loro, nella simpatica risposta, puntano l'accento su quel che ha detto il commesso e sorvolano sulla vera cosa importante, cioè l'ever scelto ed esposto manichini sproporzionati che suggeriscono l'idea di una bellezza malata. E' la tecnica Taormina, puntare tutta l'attenzione su una cosa scema per evitare di dibattere le questioni serie. sì, ma noi non ce la beviamo...

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  10. Tesoro è evidente che la questione sia più ampia, ieri una mia amica mi ha linkato un articolo in cui H&M ammette di usare donne fatte al computer come modelle sul sito...dico io, manco le donne vere magre e fiche vanno più bene?

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  11. è ovvio che una donna virtuale non deve essere pagata ....

    g

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