martedì 6 dicembre 2011

Pinko ovvero la coscia come il polso.

Questo è un post di servizio.
E un tentativo di sopravvivenza.
Oggi me ne andavo bellamente al lavoro, e sottolineo bellamente perchè, con impegno sto cercando di essere meno un cesso di quello che mi sento, quindi tacco, jeans, camicia con le rondini beige, mantella color cammello e trucco carino, quando passo davanti alla vetrina di Pinko, marchio caruccio ma solitamente sopravvalutato (la scuola liu jo & co. di solito mi scivola addosso senza particolari reazioni, per quanto Pinko faccia delle ottime campagne pubblicitarie - Ciao Terry Richardson, chiamami).
Butto un occhio alla vetrina e vedo questo.



Vedo dunque un pellicciotto come tanti, con un vestitino come tanti, con degli stivali come tanti.
Il tutto montato su un manichino ridicolmente anoressico, al quale, al posto di gambe decenti e vagamente rappresentative delle reali misure di una donna (per quanto magra, certo, lungi da me l'idea di un mondo di ciccioni), avevano attaccato due cilindri senza forme, senza ginocchia, due braccia con i piedi, due ossa senza l'idea, il ricordo, l'illusione di un po' di carne. Quelle non sono gambe, quelle non sono niente, e quello non è un bacino, e se quelle misure sono state prese addosso a una donna vera, quella donna era malata sicuramente e forse non è il caso di prenderla come esempio per un pubblico.
Sono entrata, ho parlato col commesso, sottolineando quanto fosse strano per me reclamare su una questione tanto scontata, perchè è EVIDENTE  che quel manichino ha qualcosa che non va. Il commesso mi ha guardata, ha guardato le mie cosce, mi ha risposto che "è un problema mio", che in 7 anni nessuno si è mai lamentato e che anzi, qualcuno invece di prendersela, potrebbe trarre ispirazione dal manichino per cambiare la propria forma fisica. A parte la incommentabile scortesia, -mi rendo conto che nessuno entra in un negozio per lamentarsi del manichino- trovo agghiacciante una risposta del genere, la trovo pericolosa e trovo limitante per un marchio e per chi lo rappresenta in ogni suo punto vendita, raccontare le diverse forme che la moda può vestire con i termini di un problema, e anzi, giustificando l'aderenza totale e acritica a un modello (il manichino) che per quanto di resina, per quanto senza vita, per quanto standardizzato, è in una vetrina sotto gli occhi di tutti.
Perchè non c'è desiderio di uno stivale che tenga, non c'è dieta, non c'è attività fisica che possa farti diventare come quel manichino, non c'è nulla che possa trasformare le tue cosce in un polso, se non l'asportazione del femore.
O una malattia.
E in entrambi i casi, forse, non è il caso di metterli in vetrina.






30 commenti:

  1. Come si fa lo smile della standing ovation? e complimenti anche per la faccia di bronzo di entrare e discuterne con lo stronzissimo e ignorantissimo commesso. Suggerire di prendere quel manichino come esempio di forma fisica non e' solo un'idea demente, e' un'idea pericolosa.

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  2. Grazie. Sono avvelenata, non mi è mai capitato di infilarmi in queste cose, credo che chiunque abbia capacità critiche sufficienti per guardare una sfilata, un servizio fotografico, una celebrità qualunque e capire che la vita è altra e che non si può e non si deve scendere a tali compromessi con la salute, ma in vetrina, con un vestitino grazioso che tutte le ragazze potrebbero indossare, quelle gambe assurde...mi è salito il veleno.

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  3. tu sei il mio dio.Barbs.

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  4. FORSE qualcuno l'ha postato sulla bacheca di Pinko su facebook.

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  5. te la spammo pure io in ogni dove. e soprattutto boicottiamo pinko!
    daje tutta, hai fatto troppo bene.

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  6. Ok. Mi hanno risposto dall'ufficio stampa di Pinko.
    "Gentile Daniela,



    ho letto il suo articolo.

    Ci spiace molto per quanto accaduto. Abbiamo fatto presente la sua protesta all’azienda dei Manichini, in quanto non li produciamo noi.



    Buona serata

    Alessia Proverbio

    PINKO Press Office

    Via Senato 20

    20121 Milano"


    Gentili, ma rimbalzano la palla. Eppure credo ancora che la responsabilità di quello che propongono nei negozi sia del marchio o non certo dell'azienda che produce i manichini. Del resto, se li hanno scelti, se i distributori li hanno consegnati, i direttori dei negozi e i commessi li hanno vestiti ed esposti, senza che nessuno si opponesse, qualcosa vorrà dire.

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  7. assolutamente è loro responsabilità:
    a) nella scelta del manichino come tu dici
    ma inoltre
    b) nella gamma delle taglie disponibili e nel taglio della maggior parte dei vestiti
    c) nella formazione del personale
    d) nella scelta delle modelle del catalogo: guarda qua che gambe anoressiche http://www.pinko.it/collezione/collection.asp?LN=IT

    tieni duro!
    baci
    laura

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  8. Stazzitta adesso mi indigno un po' di più:
    come ho già espresso in un twt oggi pomeriggio la selezione del personale è, in Italia, un'attività sottovalutata ed è evidente che, in Pinko, oltre che essere trascurata, è proprio considerata alla stregua dalla più banale delle attività operative, pertanto è presumibile che sia lasciata ad uno smisurato incompetente (quando non sia il titolare stesso ad assurgersi ad HR manager con risultati quantomeno disastrosi su tutta la linea). Adesso, alla selezione di un incapace emerito per commesso, possiamo aggiungere che all'ufficio stampa di Pinko hanno scelto uno spassosissimo soggetto che possiamo individuare tra due profili: a) una ragazza piuttosto ingenuotta (e con ingenua intendo l'accezione più vacua del termine) che, poverina, non vedendo oltre il proprio nasino ha immaginato che il tuo problema sia l'allergia al materiale del manichino che hai sin da piccolina (povera stazzitta) b) una signora in gamba (ovviamente non abbastanza) che pensa con un semplice gioco di specchi di scaricare la responsabilità delle scelte strategiche delle linee Pinko sul produttore dei manichini (e come sottolineavi tu chissà chi ha ordinato questi manichini per dei vestiti taglie XXX-MAGRA?)
    Purtroppo, a prescindere da quale dei due profili delineati preferiamo associare la nostra responsabile Press Office, rimane la improbabile capacità di inquadrare le persone giuste nel ruolo giusto. Assumendo invece un atteggiamento meno spensierato è grave constatare quanto un tema così delicato sia trattato con così poca delicatezza da parte di un'azienda di tale rilevanza nel mondo della moda. Si rimane allibiti dal quantomeno scarso tentativo di non assumersi la responsabilità di avere prodotto ed esposto una linea di abbigliamento che può essere indossata adeguatamente solo da esemplari femminili (non oso chiamarle ragazze...) sotto i 40 kg affetti da anoressia. Tutto questo è aggravato ulteriormente dall'ottusità con cui si difende tale scelta totalmente malata/sbagliata e completamente fuori dai canoni di ogni scelta di bellezza/salute. Nel 2011, quando spuntano ad ogni angolo palestre o centri benessere per la cura del proprio corpo e, di conseguenza, della propria mente, deve essere additato al pubblico ludibrio qualsiasi atteggiamento fuorviante (con pure finalità di lucro) da parte di sistemi che danno esempi sbagliati sfruttando delle fragilità che possono trasformarsi in malattie.

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  9. Hai tutta la mia approvazione.

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  10. Secondo te perchè l'estetica conta così tanto fino al punto di procurarsi danni seri?

    Questa è fame di che cosa?

    Certo che quando un commesso difende un manichino comunque un istinto cattivo te lo tira ...

    Andrea (http://unabussolaperlanima.wordpress.com)

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  11. Ciao..vorrei dire una cosa in parte controcorrente rispetto a ciò che dici nel post!
    a me i manichini non piacciono da parecchio tempo infatti spesso passando davanti alle vetrine dico a mio marito "possibile che i vestiti stiano male anche al manichino?"oppure "non invoglia molto vedere dei vestiti che stanno così male ai manichini"..e non parlo solo di pinko ma di un sacco di manichini di ditte di lingerie o di altri negozi di abbigliamento cittadini!
    detto questo,l'altro giorno mi è capitato di acquistare un piumino proprio in quel negozio e devo dire che la commessa in questione è stata veramente gentile,come difficilmente capita nei negozi di Parma!
    Tra l'altro,dato che io da qualche tempo vesto una taglia 40 scarsa mi ha detto che pinko non fa le taglie 38 perchè eccessivamente piccole..non so se sia vero o meno però mi è sembrato tutt'altro che un inno all'eccessiva magrezza!
    tra l'altro ci sono città come Milano dove la stragrande maggioranza delle ragazze fa ben più impressione dei manichini..da noi ancora ci si salva!!
    comunque: condanna assoluta per la risposta del commesso..no comment!

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  12. Stazzina, post imbarazzante, con discussione ( la solita) da Buona Domenica

    ( macheccazzo te ne frega di un manichino? poi, probabilmente il commesso non centra nulla, non è lui che decide, quindi non mi sembrava il caso di andare a rompere i maroni)

    G

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  13. Ma certo G., perchè rompere i maroni?
    anche io ce l'ho come il polso, ma nessuna si è mai lamentata.

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  14. gob la cosa ha avuto una risonanza diversa da quella che intendevo, non mi sono incazzata per la risposta del commesso, che è chiaramente un coglione, non mi sono incazzata per nulla che riguardi la vita il mondo i buoni e i cattivi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Era solo una notazione di servizio, era semplicemente la registrazione di un fatto: i manichini di quel negozio ( e nessuno vuole fare la guerra a pinko, chissà quanti altri negozi stanno messi peggio) sono agghiaccianti ed è deprimente per una donna pensare che quello sia il riferimento fisico che va per la maggiore. Ho cercato un confronto col commesso, ma l'avrei cercato con chiunque (sono fatta così, parlo con la gente), se mi avesse risposto che i manichini sono semplicemente delle stampelle antropomorfe e non si chiede certo a una ragazza di rinunciare a una rotula pur di entrare in un paio di leggins, allora me ne sarei andata pensando che il disegnatore di manichini è un incapace. Invece la risposta è stata di assoluta promozione del modello fisico che indossava il vestito, e anzi "adattatevi o donne" a quelle cosce, che è roba sana, è va bene così. Lo stesso dall'ufficio stampa, sarebbe bastata una riga in cui dicevano che i manichini non sono stati scelti per la loro conformazione fisica ma solo come APPENDIABITI, visto che è quello che sono.
    Tutto qua, lungi da me attaccare i pipponi sulla magrezza eccessiva, io che sto a dieta tutto l'anno e che essere cicciona è il mio incubo numero uno. Non sto boicottando pinko, non sto iniziando una crociata contro la magrezza e non sto facendo Buona Domenica, sto semplicemente raccontando un fatto, come racconto di quando voglio farmi bionda o del trasloco. Non c'è retorica, c'è solo una quasi trentenne stufa ( personalmente stufa, non socialmente stufa, non chiedo alla stampa di occuparsi del fenomeno anoressia, non sono franca sozzani e non sono la napolitano), personalmente intimamente celluliticamente stufa di vedere ogni volta alzata l'asticella di cosa rende fica una donna. Quelle gambe non rientrano NON nei miei canoni, ma cristo santo, in nessun canone, quelle sono gambe, le ha definite ieri una ragazza che ha letto il post e io nella mia testa appena le ho viste, "quelle sono le gambe di una donna in carrozzina e io non le voglio avere così". Avrei scritto lo stesso post se avessero messo un manichino con una decima di reggiseno o coi baffi. Punto.

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  15. ma ho capito cosa vuoi dire e ti dico che anche a me, sostenitore del magro, quel manichino fa cagare
    ma è che mi vedo la scena, della donna incazzata e incazzosa, che va a rompere le palle a un commesso, per una battaglia persa in partenza ( stai a dieta tutto l'anno, quindi hanno già vinto loro)e dar vita ad uno dei dibattiti più già visti del pianeta.
    Oltretutto, da estimatrice quale sei, di quel mondo lì, la ferry ( o la terry come si chiama), le scarpe, gli stivaletti alla moda, il gossip ecc, che con sti modelli ci è nato e ci vive, la tua presa di posizione non ha una gran forza
    ecco
    poi chiaro che uno dice quel che vuole

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  16. veramente se riesco a essere come mi piaccio ho già vinto IO, non capisco cosa ci guadagnino loro, del resto da estimatrice di quel mondo là quale sono, le scarpe e gli stivaletti alla moda li compro sia con una 38 che con una 46. Credimi.
    Non nasce come una presa di posizione, lo diventa quando ottengo una risposta del cazzo. E Gob, io incazzata e incazzosa mentre dico che quelle cosce sono troppo magre non lo sarò mai, piuttosto imbarazzata, perchè era evidente (ed è lì che il marcio si annida) che la mia rimostranza avrebbe avuto più forza se avessi avuto un fisico perfetto, invece è sembrato lo stranimento della cicciottella che rosica perchè non gli entrano i jeans.

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  17. non lo so è che secondo me ti sei incapponita su una cosa che non ne valeva la pena
    e hai sbagliato ( secondo me), peccando, un po', d'ingenuità.
    e vedi, addirittura ti sei sentita, imbarazzata....peggio, perchè l'imbarazzo è sintomo di coinvolgimento ancora maggiore della rabbia
    ma per che cosa?
    fidati, quei manichini fanno cagare ( adesso son praticamente quasi tutti così, lo notavo anchio qualche tempo fa con la goblinka), fanno quasi paura, ma facendo così si rischia l'effetto volpe e l'uva, anche se di fatto non esiste.
    E' un po come se io mi incazzassi con la barilla perchè promuove un'idea di famiglia che non esiste (quasi)

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  18. no, è comse se tu andando a parlare con il responsabile marketing della barilla, gli dicessi che è un po' brutto proporre un'idea di famiglia che non esiste, e lui ti rispondesse che la famiglia è proprio come la descrivono loro e che tu faresti bene a sposarti e fare tre ragazzini e smetterla di fare il coglione.
    L'imbarazzo gob, è il mio stato costante, ma non era per l'argomento, era per le cosce.
    Io al contrario del manichino, so fatta di carne.

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  19. si ma il fatto è che a me della famiglia della barilla me ne frega quasi meno che della mia, e non mi verrebbe mai in mente, girando per la conad, d'incazzarmi o imbarazzarmi, per la fotina sul pacchetto di pasta, e contattare quindi il responsabile generale marketing dell'azienda.
    cioè voglio dire,
    mi sbrigo a far la spesa e vado a dire due cagate con Andreone della palestra.

    per dire eh

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  20. gob ma infatti noi ti vogliamo bene così come sei. Muscoloso.

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  21. una volta stazzina, una volta
    adesso sto per tornare ad essere quasi un manichino ( con la barba un po bianca e qualche capello pure bianco)

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  22. no gob, riprenditi, torna quello di un tempo..

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