mercoledì 29 febbraio 2012

Le teorie di Stazzitta

Questo è un post degli avanzi.
Come quelle cene svuotafrigo che non è detto che poi non si mangi bene, ma la gente che ti conosce lo sa perfettamente che sono i rimasugli pre-spesa settimanale e quelli che non ti conoscono pensano invece che tu cucini proprio così.
Quindi lettori che mi conoscete nella vita reale andate subito via, lettori sconosciuti restate e le cazzate di oggi vi sembreranno roba di prima qualità.
Le teorie di Stazzitta, ovvero riflessioni profonde, frutto di un allenamento continuo e faticoso al senso critico in cui mai e poi mai e poi mai si abbassa la guardia (tipo anche mentre vedi Uomini e donne senior).

1- Le donne comprano tante scarpe. Perchè? La teoria sviluppata sulla mia pelle, nel mio armadio e manco ve lo voglio dì durante il trasloco, è che le donne che comprano tante scarpe hanno un fisico di merda e un culo che vive di vita propria. Lo shopping compulsivo infatti, per essere completo, prevede la dotazione di un corpo ben proporzionato e relativamente aderente alle taglie in circolazione, che vi permetta di suddividere il raptus consumistico nei diversi reparti dei negozi ( jeans, pantaloni, camicie, maglioni, magliette, vestiti, gonne, giacche, e mio dio, l'intimo). Ma quando il culo non entra nella taglia più grande che hanno, quando la L di un top qualsiasi diventa una roba informe e sì va bene convincerci che la camicia non si chiude sulle tette ( invece sulla panza si, eh?), altrimenti saremmo state da dyo, insomma è proprio in quel momento che ci si dirige al reparto accessori, dove scarpe e borse ci accolgono con il favore benevolo di chi rispettivamente, allungherà la coscia o nasconderà di profilo quel rotolo di grasso, e soprattutto ci farà sentire curate e belle senza mai chiederci di dimagrire. Quindi fate come me, tenetevi quel jeans elasticizzato di H&M, quella maglietta nera di Gap e quel blazer di Zara che avete da trent'anni e cambiate le scarpe, sembrerete nuove e eviterete il suicidio.

2 - Gli uomini single sopra i 35. Poracci. C'è da dire che se io fossi un uomo single sopra i 35 anni, così come se fossi una donna vergine sopra i 25, probabilmente mi sarei già sparata un colpo. Quindi la riflessione è tutta volta al come uscirne. Amici uomini soli, che vi incontro dove la gente viaggia e va a telefonare, provate a dire a una donna tra i 20 e i 35 anni che siete single e noterete una certa increspatura della ruga sulla fronte: "perchè è single? che problema avrà?". La domanda è certa e la risposta e altresì variegata, ma la soluzione resta una. NON DITELO MAI. Piuttosto mentite, dite che siete vedovi e qualsiasi donna impazzirà, poichè vi trasformete da terrificante caso umano a povero cucciolo da consolare e che, non guasta, ha già dimostrato di sapersi innamorare e impegnare. Una foto di una vostra cugina alla lontana sul comodino aiuterà.

3 - Somiglianze celebri e aliene. Dopo attenta osservazione avvalorata anche dal mio prestigioso titolo di studio, che sono una storica dell'arte e forse solo meno di un visagista o di un criminologo ho il dono della supervista sulle facce, posso affermare che Gabriel Garko e Eva Grimaldi sono la stessa persona. Strucca lei, trucca lui e metti a tutti e due un cappello. Bam. Stessa cosa per Kate Middleton e Romina Power da giovane, Brad Pitt e Robert Redford e Tiziano Ferro e Massimo Ranieri che però è anche uguale a Pier Paolo Pasolini.
Inutile parlare del triangolo Paulo Cohelo - Giorgio Faletti - Peter Gabriel, che lì chiaramente si tratta di uno scambio di corpo alieno.

4 - Errori celebri da evitare per un rapido e certo dimagrimento. Ce ne sono molti, alcuni comunissimi. Tipo, pane e nutella mai, biscotti e nutella mai, fette biscottate e nutella mai, dovete mangiare la nutella da sola, col cucchiaio, tutto il resto è inutile carboidrato che vi alza l'indice glicemico.

5 - L'inutile eleganza del lunedi al Grande Fratello. Fastidiosa, superflua e anzi, controproducente. Mi spiego: il grande fratello è un reality nel quale i partecipanti vengono ripresi 24 h 7 giorni su 7, quindi anche mentre piangono (sabrina soprattutto), mentre si scaccolano, appena svegli, dopo mangiato, durante un attacco di diarrea o il secondo giorno del ciclo. Che senso ha l'acchitto pesante il lunedi sera? possibile che non abbiano ancora scardinato la dinamica "lunedì vado in televisione"? e possibile che non abbiano capito che quel plateau di 21 cm in casa fa solo sembrare tutte le donne delle troie e tutti gli uomini dei cresimandi? Donne del gf optate un tacco medio, un vestitino, un jeans cazzo, mettersi giù dure da scavalco non ci farà dimenticare l'orrore.

Queste per ora, chiaramente ce ne saranno altre, non vi lascerò soli in un mondo senza certezze.
Amatemi.


venerdì 24 febbraio 2012

Live from divano

Direttamente dal salotto di casa mia, direttamente dalla mia connessione
un post che non significa niente visto che non avevo nulla da dire, ma volevo solo usare tutto l'internet possibile, tipo adesso apro un blog di tutorial sul tagliarsi le unghie dei piedi tanto sono felice.
Saluto caldamente chi mi ha trovato digitando
"ecco come sono diventata anoressica"
gioia, sei nel posto giusto.

L'adsl quando arriva arriva.

Vi amo tutti.

giovedì 23 febbraio 2012

Contro l'horror vacui della conversazione

Giornate che se ne vanno così (tra un mega tiro a canestro e un film di Spike Lee) nella ciclicità
lavoro, palestra, casa, lite furibonda ma tanto liberatoria con l'omino Wind di turno (ma al call center Wind ti prendono solo se sei molisano o ucraino?) che mi piacerebbe il prossimo post scriverlo da casa e anche perchè no, smettere di masturbarmi sull'iphone, che lo sto fondendo e poi con una mano sola perchè devo tenerlo e davvero poi masturbarsi rende ciechi se devi guardare fare tutto con sto schermino, insomma avete capito no?
Giornate serene e depresse in parti uguali, forse non mi sono ancora ripresa da Sanremo o forse la dieta mi leva la gioia di vivere, o è quasi primavera e io non so davvero come pormi nei confronti di questa moda primaverile tutta bianca, rosina, giallina, mentina, tutta pizzo e cosce de fori.
Insomma, adesso che avevo trovato il mio stile barbamamma dark mi cambiate la stagione?
Ma arriviamo al sodone, avrete già capito che è un post pregno.
Come il titolo suggerisce, Stazzitta Srl* è felice di offrire al gentile pubblico dei suoi lettori una rosa di argomenti di conversazione e spunti di riflessione da spendere bene nelle serate fuori in pizzeria, in ascensore con la vecchina del quinto piano, o negli imbarazzanti e silenziosi momenti post cilecca con il vostro lui.

- l'articolo 18, sempre vivo, qualunque sia la vostra posizione al riguardo, lamentarsi andrà bene. Frasi come "ci levano anche il lavoro", "ma senza garanzie oggi dove si va?", "del resto c'è la crisi" andranno benissimo. Il resto è mancia.
- le giornate che si allungano, attualissimo, alle 18 è ancora giorno, ed è bellissimo, potete dire " ma come, due settimane fa c'era la neve" o anche "speriamo che non arrivi il caldo tutto insieme", evitate i luoghi comuni sulle mezze stagioni che non ci sono più, quello è troppo.
- il divino Otelma all'Isola, affrontabile sotto diversi aspetti: fisico (lo slippino bianco non faceva così furore dai tempi del capitano) che l'è un bel donnino, a parte la panza; spirituale, adorabile quando ogni tanto sbaglia e parla di sè al singolare, invece lui ricordiamoci che contiene in sè diverse entità (che siano tutte nella panza?); televisivo, sta tenendo sulle spalle tutto il programma anche considerata l'inettitudine di nicola savino che ti voglio bene nicola, ma resta a via massena, anche se special mention va data a Malgioglio che resta una donna di spettacolo come poche ce ne sono.
- Sanremo, ma attenzione, sarete già un po' out, tutto quello che si poteva dire su belen, la farfalla sulla patata e celentano è stato detto, ora l'atteggiamento comune è l'indifferenza che è la miglior vendetta.
- Marni per H&M, se siete furbe non ne parlerete poi tanto, e soprattutto se esce il discorso in pausa pranzo con le amiche ricordatevi di sottolineare quanto nelle precedenti collaborazioni i tagli fossero sì sartoriali ma realizzati poi con quelle cheappate di tessuti low cost, quelle rifiniture demmerda, quelle zip che non salgono e se salgono si spaccano. Insomma remate contro, Cristo, io e La Zit stiamo già in pole position, e fate come dico io e nessuno si farà male.
- Lindsay Lohan e l'incontro con la morte nera


Capisco l'effetto totalmente annichilente della foto, ma vedrete che sarà divertente capire se somiglia più a Donatella Versace o al fratello morto, indovinare la data del suo suicidio e magari scommettere una birretta, o sottolineare quanto invece Britney si sia straripresa in confronto, insomma come vedete potete spaziare.
- Me. Solo bene e possibilmente in modo redditizio per la sottoscritta, che ne so offrendo soldi, lavori, pubblicazioni, campioncini gratuiti, pettegolezzi.
- l'alitosi e la stitichezza provocati dalla Dukan, inevitabili come l'effetto più piacevole di cominciare immediatamente a perdere chili (4 giorni di dieta e sono a -2), se avete intenzione di iniziare questa dieta avvertite il vostro partner di baciarvi solo da lontano o solo in fronte per tutta la fase d'attacco, perchè la combo mortale succhi gastrici + solo proteine vi renderà delle supereroine in grado di ammazzare un bufalo con la sola forza del soffio. Ovviamente anche cacare è abbastanza fuori discussione, nonostante la crusca, diciamo che se riuscirete a creare un foro alternativo grande come un pugno e rivestito di amianto che dal vostro intestino sgorga direttamente al cesso allora sarete felici. E potrete finalmente rientrare nei vostri mitici jeans.

Per oggi è tutto, chiaramente sentitevi liberi di condividere i vostri argomenti preferiti, che il network è tutto,
e se non ci vogliamo bene tra di noi, come credete che sopravviveremo?



*Solo roba light




sabato 18 febbraio 2012

Non è bello cio che è bello figuriamoci ciò che fa cacare

Allora
mò me so rotta le palle.
Io non sono mai stata una fica naturale, diciamolo, ma ho sempre avuto un discreto talento per lo stile, inteso come quel certonosocchè che determina che tu sia, al termine della tua preparazione quotidiana ( trucco, vestiti, acconciatura, accessori, ci metto pure la camminata va), più o meno repellente e più o meno coerente con la tua personalità o quella che ti sei scelta (be yourself no matter what they say, vero Christina?).
Poi è arrivato internet, è arrivato il termine outfit che nessuno di noi aveva mai sentito e con esso sono arrivate le fashion blogger. Ora, lungi da me l'idea di attaccare l'ennesimo pippone sulla sopravvalutatissima Ferragni, voglio andare oltre, voglio parlare del perchè roba che prima per la strada sarebbe stata additata come un caso disperato che Giusy Ferrè manco ce chiama quei due froci sardi che è tempo perso, e invece oggi, nel 2012 quella roba diventa BELLA.


Ecco, l'esempio invernale, adoro quel blog, trovo la blogger che lo gestisce davvero cortese e preparata, le rubo diverse ispirazioni, ma a volte io non capisco perchè, come, da dove e soprattutto perchè scegliere questi outfit. Non fraintendetemi, la ragazza di sinistra soprattutto è davvero carin...no dai, davvero, perchè? Se io avessi quelle cosce, e badate bene che io NON ho quelle cosce, nessuno dei miei amici e conoscenti mi permetterebbe di andare in giro così, senza nemmeno parlare delle scarpe e del foulard direttamente proveniente dalla Varsavia fashion week del 1941.



Quando le immagini provengono da Berlinqualchecazzo (ma figuratevi allora che gioie ci può regalare Bucarest), state pur certi che c'è la magagna. Ora amica ricciolina, al di là della scelta del vestito, quelle scarpe, quella pettinatura, quella postura aggraziatissima, ti sembra il caso di farti fotografare proprio oggi? ma ci pensate mai a quanti passaggi ci sono da -che mi metto oggi a -cercami su google? possibile che in nessuno di questi passaggi intermedi ti sia venuto in mente, amica fescionista tedesca, che fai cacare?
Andiamo avanti.



Le magre sono la peggiore specie, perchè sono convinte di potersi mettere di tutto, il che è quasi sempre vero, ma solo in termini di fitting non in termini di styling. Questa ragazza avrà sicuramente deciso di festeggiare l'essere miracolosamente sfuggita al terremoto nel suo paese, l'aver trovato delle vecchie doc martins, una maglietta di una nonna morta, una fascia per capelli e una palandrana che si abbina benissssimo alla sua borsa di Tolfa, e quella che hai sul vestitone cos'è amica? la gioia del tuo fidanzato di averti ritrovata tra le macerie? cos'è "faccia col broncio e non lavarsi i capelli" is the new black?


Questa manco ve la commento, fatelo voi, io quando preparavo Fondamenti di storia dell'arte moderna e non uscivo di casa per giorni ero comunque più elegante. Trovo inaccettabili e offensive le calze bianche.



Copenhagen pure regala belle perle, del resto conoscete (quasi) tutti la mia simpatia per la Danimarca.
La signora, che secondo me è pure in là con gli anni, ha scelto un total black molto raffinato fatto di sovrapposizioni e un attento mix di texture. La pelliccia e la collana creano un divertente movimento sul busto, in contrasto con il minimal della lunga gonna, e il turbante regala un tocco di etnico che personalizza la drammaticità del nero.
Peccato che tutto questo non sia sufficiente a distogliere lo sguardo da quella cazzo di borsa ENORME, cristo di dio, signora, cos'ha nella borsa? suo marito? i suoi figli? la panchina del parco? Coma fa a portarla su quelle spalle così magre? Mistero.

mercoledì 15 febbraio 2012

Sanremo. L'ultimo stadio.

Belli di zia,
l'argomento di oggi è Sanremo. Inutile dirvi che non saranno ammessi commenti qualunquisti del tipo "ancora guardi quella roba", sappiate che stamattina prima di andare a lavorare ho guardato per 35 minuti Vite da soap su sky, con una puntata incentrata su I giorni della nostra vita, che io credevo fosse una finta soap quando Joey di Friends faceva i provini per entrare nel cast, e invece no, è vera, ve lo dico.
Inizia la puntata, compare la scritta "Un programma di Federico Moccia" e qualcosa subito muore dentro di noi, ma vado avanti e a parte lo straniamento di vedere di nuovo Luca e Paolo (o mio dio è ancora il 2011, sto viaggiando indietro nel tempo) capisco immediatamente che sarà un'edizione di merda, dicono troppe parolacce, ci manca solo una fica pelosa in hd che passi in sovraimpressione, è evidente che sta gente cerca un diversivo.
E infatti.
Procediamo per gradi.
- Gianni Morandi vabbè, coprofagia e mani grandi e ho poco da aggiungere. Imbalsamato e a disagio come pochi, perchè non lo fanno fare ad Amadeus a sto punto? Non sa praticamente più nulla di musica ( "uno non tradirla mai, ha fede in te" è stata la sua punta massima di avanguardia), non sa stare sul palco, non sa parlare, non è carismatico, non è un fregno diddio a sto punto metteteci Thyago Alves e fateci godere, insomma non si spiega perchè proprio Gianni Morandi, o almeno io non me lo spiego. Certo come segue il gobbo lui nessuno mai, ogni volta sembra la scena di Andreotti che guarda per aria durante il quasi coccolone di buona domenica.
- Dolcenera, prima esibizione. Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahha. Vai da un cazzo di parrucchiere Dolcenera, uno che ti abbia a cuore e smettila di fare la cretina. E di vestirti dai cinesi. Fai la cortesia.
- Samuele Bersani, seconda esibizione, rimpiango i tempi delle belle tettine e di chicco e spillo, e vedere un giovane fighetto non più giovane e non più così fighetto mi spezza il cuore, io lo amavo e lui mi ripaga così, con una camicia scadente e degli ingiustificatissimi scarpini da calcio.
- Noemi. Io a Noemi voglio bene, è una fricchettona, canta bene, la canzone dell'altro sanremo era una delle mie preferite, però quei capelli e quel vestito e quegli orecchini, dove li hai trovati Noè? dentro l'uovo di pasqua grandi firme? sono di plastica Noemi, vero? Insomma no dai. Nel frattempo mi convinco che stiano boicottando i cantanti dalla regia, perchè si sente solo l'orchestra e le parole no. Forse è meglio.
- Francesco Renga. Io quando vedo Francesco Renga penso solo ad Ambra, al fatto che è dimagritissima, a quanto era incredibilmente credibile in Saturno Contro, a quella copertina di Glamour, a quella foto della campagna Aniye By con la tunichetta arancione, pazzesca, santa bulimia eh Ambrè? insomma nel frattempo la canzone è finita e io non l'ho ascoltata. Nel frattempo nostalgia canaglia di Vorrei incontrarti fra cent'anni.
- Celentano: ci sarebbero un sacco di cose da dire, all'inizio mi illude col pippone antiprete, dentro di me penso che figata, il compagno adriano si batte per noi laici, poi capisco, alla centotrentaduesima volta che nomina Gesù capisco che invece col grande cazzo, qua si fa proselitismo per parrocchie,  più "Io penso che a questo mondo esista solo una grande chiesa che passa da Celentano e arriva fino a Madre Teresa" che Kloro al Klero. Mi vengono i brividi di vomito, un nuovo sintomo inventato per l'occasione. La cosa va avanti per 50 interminabili minuti, durante i quali fatta eccezione per quanto so aumentate le zucchine signora mia, ci sfracelliamo sul fondo della banalità più banale e banalizzata della storia della televisione italiana in eurovisione, io penso solo Celentano levati dal cazzo e dal pugno chiuso una carezza nascerà. Offende Aldo Grasso, povero te Adriano, non c'hai capito un cazzo. Poi ricomincia la gara, ma siamo tutti un po' turbati.
- Emma Marrone, vestita di verde, capelli arruffati, canzone communista così , parla delle morti bianche se non ho capito male, facilona e poco credibile.
- Marlene Kuntz, il cantante è uguale a Stefano Cappellini, l'unica cosa che vorrei è che cantassero non c'è contatto di mucosa con mucosa o qualcosa che mi faccia almeno dimenticare quel lupetto SOTTO la camicia, chi sei Pippo Pippo?
- Arrivano le troie: Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez. Morandi continua a dire che è una gioia ritrovarsi e che tante cose sono cambiate nel corso dell'anno, certo, la cagna è stata accannata da george e belen c'ha fatto vedè 22 minuti di patata glabra. Fanno il playback peggiore che si ricordi da anni, Pamela Petrarolo starà a casa sua a torpignattara giustamente risentita per la qualità del servizio pubblico.
- Eugenio Finardi, il mio fidanzato continua a citare Alla fiera dell'est che però è di Branduardi, questo per farvi capire la presa di Finardi sui gggiovani.
- Loredana Bertè e Gigi d'Alessio: IO LI AMO. Vincitori morali del festival, lei sembra richard benson, lui sembra Gigi d'Alessio, il che forse è peggio. La canzone è orecchiabile, che in lingua sanremese significa che è da paura. Però sembra la pubblicità dell'aperol.
- Nina Zilli: io a lei sono affezionata, ma mi aspettavo più brio, meno beige, meno capelli e più sorrisi, meno Mina più minne.
- Matia Bazar: già una è orfana di antonella ruggiero, poi ci mettete sto stoccafisso che detesto, vabbè. Vestita di fucsia e nero come Noemi, o va di modissima e io non lo so (e comunque no grazie) o sono entrambe della contrada del falco. Ai posteri l'ardua sentenza.
Mi sono persa Pierdavide Carone e Lucio Dalla, ero al cesso a struccarmi, vedevo solo con un occhio e senza lenti e da lontano e comunque riuscivo a intravedere il parrucchino di Lucio (quanto mi manchi Lucio, quanto ti voglio bene) e il dente storto di quello di amici.
Chi altro ho saltato?
Sti cazzi, tanto a fine serata è andato tutto a monte perchè non funzionava il sistema di voto, roba che a casa di Ruggiero noi col cartellone eravamo meglio, e ci azzeccavamo quasi sempre.
Stasera di nuovo, non credo di farcela, mi riaffaccio in settimana e poi vabbè la finale.
La finale per forza.





mercoledì 8 febbraio 2012

sogno erotico con Dj Francesco

Ovvero, come svegliarsi eccitate ma anche un bel po' in imbarazzo.
Eravamo in questa casa enorme, tipo comune ma tipo anche riad marocchino, c'era anche uno spazio espositivo non so per cosa, comunque bellissima, tappeti ovunque, pareti affrescate, con degli spazi più bassi del livello normale del pavimento con dentro incassati dei materassoni enormi quasi letto con coperte coloratissime e uno stile pazzesco, ed era casa giustamente di Dj Francesco. Io ero lì non mi chiedete perchè, fatto sta che con noi c'erano altra gente varia, il mio fidanzato, la mia amica Virginia e l'altro mio amico Rudy Zerbi. ( Zerby?).
Il sogno inizia con noi che siamo lì forse bloccati dalla neve, perchè riceviamo in continuazione telefonate da altri amici che sono in macchina o non posso uscire di casa per le condizioni meteo, ma a noi poco ci frega perchè stiamo da dio, al caldo, con un panorama di lago da paura e un sacco di cibo e la tele. Infatti spendiamo tutto il tempo su sti divanoni a guardare film ed è durante uno di questi momenti di relax che la mia amica Virginia finisce a pomiciare col buon Facchinetti. Noi la guardiamo un po' maliziosetti, della serie pora Marcuzzi ( lei non esiste nel mio sogno, ma dai?) ma poi Virginia se ne va e non sappiamo nemmeno dove. La neve aumenta e io non so come tornare a casa, quindi decidiamo di restare lì per la notte, ci sistemiamo su questi mille materassi, e io con grande naturalezza e spontaneità (è quella la chiave del nostro amore), mi infilo nel letto di dj. Guardiamo la tele, lui c'ha sti mille tatuaggi che c'ha (nel mio sogno sono seri, non c'è arale per esempio, sono una roba decisamente più maschia), insomma abbracciami tu che ti abbraccio io, il mio fidanzato nel frattempo è scomparso, e io e dj ci abbandoniamo l'un l'altro alle tentazioni voluttuose della debole carne. Scopiamo. Scopiamo e dopo lui mi guarda come se fossimo fidanzati in casa (cioè io quello dei pooh non l'ho incontrato però, sia chiaro), mi abbraccia tantissimo è super coccolone e io non so cosa fare, perchè io non voglio stare con dj francesco, io appena smette di nevicare torno sicuro a casa, ma lui non lo sa. E lì lui fa una cosa che se c'è un medico in sala, vi prego aiutatemi a capire. Mi dice che il bagno è rotto, e che se nella notte (perchè resto a dormire lì abbracciati dopo la ginnastica) devo fare pipì posso farla in una brocca che poggia a terra vicino a noi.
Ora dj, io già un po' mi sono affezionata, però anche per la migliore scopata della vita, io nella brocca non piscio. Io nella brocca, te lo scordi.

martedì 7 febbraio 2012

Ho incontrato il tuo sorrise dolce, con questa neve bianca adesso mi sconvolge.

Amici miei
per prima cosa salutate Laura che è bloccata in casa da quattro giorni, senza acqua e senza elettricità e per scaricare il cesso "scioglie la neve sul fornelletto a gas", io sono sconvolta da sta cosa, stiamole molto vicino, mandiamole tutti un bacio.
Ha nevicato, quindi.
Sono stata a casa nel weekend perchè ci hanno chiusi per l'emergenza maltempo ( mia sorella a Milano sta a -13 e sono certa, come se la vedessi ora, che indossi dei tacchi. Tata ha detto Francona Sozzani che sti cazzi, te poi mette pure gli UGG, vai serena ) e dio ha voluto che negli stessi giorni fosse a Roma questo mio amico di Torino, che ha passato tempo fa un periodo davvero bruttissimo, perchè diciamola tutta, era incappato in una stronza, e non c'è età che tenga, non c'è intelligenza, "non c'è casa e non c'è compagnia, nè amico o amica o chiunque sia" ( se non cogliete la citazione andate dalla ferragni, che qui non vi mica vogliamo), quando incontri una stronza se ti rialzi da solo, figlio mio, sei un grande e meriti tutto il meglio che la vita ti possa dare, anche se vivi in un buco di culo di mondo ed è oggettivamente più difficile. Per esempio anche una pischelletta di una bellezza evidente pulitissima e discreta ma abbastanza invidianda, ottimi stivali da pioggia ( anna li vogliamo), culo posso confermare fotonico e una faccia sveglia e due occhi vispi che se la guardi e DECIDI scientemente di metterti in gioco sapendo che sì, "stazzi quando finirà prepara una rete assistenziale della madonna, preallerta tutti", allora forse amico mio tu la vita l'hai capita tutta fino in fondo, e magari dobbiamo rivedere il punto di verde di quella giacca, ma per il resto vai con dio tesoro, goditela e sii felice, io sto qua e se serve ti apro anche l'auditorium col piede di porco e ti suono ciaikoski con la pianola, che il romanticismo e la poesia te li meriti e se li merita lei e ve li meritate insieme, già solo per la tranquillità che avevi di lasciarla indietro con me mentre tu parlavi con stazzo, che per esempio con quella di prima, se non ricordo male, mica lo facevi (si incazzava vè?).
E insomma, a parte il senso di straniamento totale vagamente immotivato perchè dai è neve, non mica una fottuta pioggia di rane (ma come ha detto qualcuno "provate voi a svegliarvi domani col colosseo"), e tre giorni di città deserta, freddissimo, niente cinema, niente negozi, niente musei (yeah), niente di niente, per dire niente burro e uova e latte al supermercato, insomma a parte questo resta solo una gioia sottile, ovattata, la sensazione di avere finalmente le ore davanti a me, come se mi mancassero insomma, che non mi mancano affatto, godermi la casa non come una casa ma come una scelta, e essere felice di sapere che ok, se la neve serve a farti capire che potresti un giorno non poter più scappare da tutto questo, da un uomo, da un guardaroba, da libri che hai comprato e letto, da una cucina, da un quartiere, da una vita intera di tempo passato e che deve passare e allora come reagiresti? io reagirei BENE porco il cazzo, e non ho paura e non ho ripensamenti e non ho desideri o necessità represse, voglio quello che ho e ho quello che voglio.
Perchè come dice Tiziano,
La neve cade e cade pure il mondo anche se non è freddo adesso quello che sento.
Ricordati, ricordami, tutto questo coraggio non è neve, e non si scioglie mai anche se deve.
E io, come sapete, a Tiziano ci credo.




mercoledì 1 febbraio 2012

Melancholia. Con l'accento sulla o.

Entrare al cinema senza aver pranzato e senza aver cenato, con in mano due pacchetti di biscotti orosaiwa stelline e una cocazero rimediati al volo all'alimentari davanti al Filmstudio.
Sedersi nella sala minuscola, realizzare che l'unica cosa che si conosce del film è effettivamente la foto di Anna con lei vestita da sposa e le gambe intrappolate nei fili e sapere niente di più, nemmeno con chi si sposi, nemmeno cosa siano quei fili, nemmeno chi siano gli altri attori.
La sensazione di sollievo nell'aver pensato che prima degli alieni (gli alieni?) ci sarebbe stata una parte di vita vera, normale, terrena e magari anche ben scritta, ecco queste sono le ultime cose che mi ricordo di prima del film.
Povera me.
Se vi aspettate un resoconto logico del film andate su wikipedia e non rompete le palle a me, che sono ancora scossa dai continui flash e ossessionata da Kirsten Dunst, e dalla voglia e vergogna di essere come Justine, sinceramente feroce, lucida, rassegnata e micidiale come lei e dalla paura e sospetto latente di essere invece come Clair, sopraffatta dalla mediocrità, borghese per mancanza di coraggio, sfatta, invecchiata, terrorizzata dalla vita figuriamoci dalla morte.
La scena in cui lei non è capace di girare la limousine nel viottolo troppo stretto, il momento in cui si guardano e lei sorride al marito da dentro la macchina e sorride come solo una che sa di essere INCONDIZIONATAMENTE e nonostante la pazzia amata sa fare, e la stessa sensazione di potenza del dolore che ha solo il dolore quando si impone e non si subisce di quando la sorella la implora di non fare scenate al suo matrimonio (ma matrimonio di chi in fondo?) e quando prova a infilarla nella vasca da bagno senza riuscirci, la cattiveria pura di essere bionda e magra e vestita benissimo e malissimo allo stesso tempo e cacciare tuo marito e tradirlo la sera delle nozze, e farsi chiamare zietta spezzacciaio dal figlio di tua sorella davanti a lei che è chiaramente mammina spezzainadeguatezza, tutto questo, insomma, se tutto questo non fa di Melancholia il più perfetto film sulla fine del mondo per scontro di due pianeti che abbiano mai girato, io davvero non lo so.
Le tre lune all'inizio che mai mi spiegherò, come anche la Gainsbourg che affonda le gambe nel campo da golf e i cavalli e le due betty e il padre di lei che è tutto pisello e incoscienza e la madre che è tutta testa e rancore, il peso della famiglia, del benessere, del marito esperto di astronomia, delle scorte, del bambino perfetto, sulla faccia struccata della sorella buona, l'attrezzo per controllare la circonferenza del pianeta, Justine nuda, soddisfatta e depressa e depressa e soddisfatta al chiarore del pianeta che è evidente che si schianterà, perchè la scienza sbaglia e la vita sulla terra è cattiva e che cazzo di senso ha davvero aspettare il momento in terrazza con un bicchiere di vino, o anche sposarsi o anche allora vivere, che cazzo di senso ha vivere quando vedi le cose e le vedi e le accetti, allora tanto vale dirsi la verità, girare il catalogo alla pagina giusta e tutta la vita preferire Brueghel il vecchio a Malevic e decidere che prendere un flacone di pillole e morire in mezzo ai cavalli è quello che vuoi, che ti fa meno paura e va bene così, se anche tua moglie esplode di ansia sotto una tenda di rami con tuo figlio a occhi chiusi, va bene così, semplicemente perchè è così che è.
Non ero pronta alla verità di questo film, che è poi assurdo trovarla nella fantascienza, non ero pronta, ma il cinema quando è buono fa così, se ne sbatte il cazzo e se anche ti lascia con la necessità fisica di una nevicata d'estate da condividere con una sorella che forse è migliore di te, per quanto apocalittico possa sembrare il tutto, insomma poi il film finisce e i cazzi sono i tuoi, sopravvivere allo schianto ecco, sono cazzi tuoi.