mercoledì 1 febbraio 2012

Melancholia. Con l'accento sulla o.

Entrare al cinema senza aver pranzato e senza aver cenato, con in mano due pacchetti di biscotti orosaiwa stelline e una cocazero rimediati al volo all'alimentari davanti al Filmstudio.
Sedersi nella sala minuscola, realizzare che l'unica cosa che si conosce del film è effettivamente la foto di Anna con lei vestita da sposa e le gambe intrappolate nei fili e sapere niente di più, nemmeno con chi si sposi, nemmeno cosa siano quei fili, nemmeno chi siano gli altri attori.
La sensazione di sollievo nell'aver pensato che prima degli alieni (gli alieni?) ci sarebbe stata una parte di vita vera, normale, terrena e magari anche ben scritta, ecco queste sono le ultime cose che mi ricordo di prima del film.
Povera me.
Se vi aspettate un resoconto logico del film andate su wikipedia e non rompete le palle a me, che sono ancora scossa dai continui flash e ossessionata da Kirsten Dunst, e dalla voglia e vergogna di essere come Justine, sinceramente feroce, lucida, rassegnata e micidiale come lei e dalla paura e sospetto latente di essere invece come Clair, sopraffatta dalla mediocrità, borghese per mancanza di coraggio, sfatta, invecchiata, terrorizzata dalla vita figuriamoci dalla morte.
La scena in cui lei non è capace di girare la limousine nel viottolo troppo stretto, il momento in cui si guardano e lei sorride al marito da dentro la macchina e sorride come solo una che sa di essere INCONDIZIONATAMENTE e nonostante la pazzia amata sa fare, e la stessa sensazione di potenza del dolore che ha solo il dolore quando si impone e non si subisce di quando la sorella la implora di non fare scenate al suo matrimonio (ma matrimonio di chi in fondo?) e quando prova a infilarla nella vasca da bagno senza riuscirci, la cattiveria pura di essere bionda e magra e vestita benissimo e malissimo allo stesso tempo e cacciare tuo marito e tradirlo la sera delle nozze, e farsi chiamare zietta spezzacciaio dal figlio di tua sorella davanti a lei che è chiaramente mammina spezzainadeguatezza, tutto questo, insomma, se tutto questo non fa di Melancholia il più perfetto film sulla fine del mondo per scontro di due pianeti che abbiano mai girato, io davvero non lo so.
Le tre lune all'inizio che mai mi spiegherò, come anche la Gainsbourg che affonda le gambe nel campo da golf e i cavalli e le due betty e il padre di lei che è tutto pisello e incoscienza e la madre che è tutta testa e rancore, il peso della famiglia, del benessere, del marito esperto di astronomia, delle scorte, del bambino perfetto, sulla faccia struccata della sorella buona, l'attrezzo per controllare la circonferenza del pianeta, Justine nuda, soddisfatta e depressa e depressa e soddisfatta al chiarore del pianeta che è evidente che si schianterà, perchè la scienza sbaglia e la vita sulla terra è cattiva e che cazzo di senso ha davvero aspettare il momento in terrazza con un bicchiere di vino, o anche sposarsi o anche allora vivere, che cazzo di senso ha vivere quando vedi le cose e le vedi e le accetti, allora tanto vale dirsi la verità, girare il catalogo alla pagina giusta e tutta la vita preferire Brueghel il vecchio a Malevic e decidere che prendere un flacone di pillole e morire in mezzo ai cavalli è quello che vuoi, che ti fa meno paura e va bene così, se anche tua moglie esplode di ansia sotto una tenda di rami con tuo figlio a occhi chiusi, va bene così, semplicemente perchè è così che è.
Non ero pronta alla verità di questo film, che è poi assurdo trovarla nella fantascienza, non ero pronta, ma il cinema quando è buono fa così, se ne sbatte il cazzo e se anche ti lascia con la necessità fisica di una nevicata d'estate da condividere con una sorella che forse è migliore di te, per quanto apocalittico possa sembrare il tutto, insomma poi il film finisce e i cazzi sono i tuoi, sopravvivere allo schianto ecco, sono cazzi tuoi.




14 commenti:

  1. E ringraziate iddio che non vi attacco la pippa sul godimento profondo e potente di conoscere Durer e Cranach e le melancholie pittoriche mentre si vede quel film.

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  2. te l'avevo detto che era bello tesorina ;-))

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  3. questo tuo post mi ha fatto sentire una stupida, non poco tra parentesi. quando ho visto questo film ho sbadigliato per 3/4 del tempo e non l'ho capito per la restante parte. ora mi rendo conto che:
    o ho visto la versione tedesca e non c'ho capito nulla;
    o non c'ho messo abbastanza attenzione e devo rivederlo.
    devo recuperare la mia credibilità assolutamente (?).
    baci
    M.

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  4. film strepitoso.
    stazz questa tua interpretazione-citica-sinossiriletta del film mi è moltissimo piaciuta.

    poi ti ho immaginata sui sedilini del filmstudio, ecco. Adoro.

    bacio staz
    ga

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  5. allora io l'ho visto in una sala da 2000 posti al festival di sarajevo e anch'io non ne sapevo niente e ne ho goduto ogni singolo fotogramma e non ho staccato gli occhi un attimo dallo schermo. non mi sono nemmeno accorta che durante il film c'è stata una morìa totale di pubblico e quando si sono accese le luci eravamo la metà dell'inizio. che dire, è un film che spacca: a me ha spaccato il cervello per quanto mi è parso perfetto, a molti altri evidentemente ha spaccato i maroni. that's it. meraviglioso cmq, concordo.

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  6. ma che cazzo di film è?

    melanco che?

    adesso cè la moda che a un certo tipo di donne piace un casino sto film
    bah

    G

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  7. gob dicci il tuo film preferito

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  8. ahhhhhhhhhhhhhhhhh
    porcazozza! tutto ha un senso adesso! grazie. non ti mollerò più, sappilo!

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  9. Stazzitta, non stare zitta, davvero.

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