domenica 29 aprile 2012

e invece

Pensavate che il post di oggi fosse quello qua sotto delle cinque cose per cui vale la pena di, e lo pensavo pure io. Poi flash di nuovo, continuano e io ve li regalo così aggratis, almeno la prossima volta che mi vengono ho il pensiero del flash e di quando l'ho scritto e non mi sento sola sopraffatta da cotanta memoria involontaria e senza nessuno che mi dica che cazzo significa.
La prima volta che un uomo nuovo ti tocca è una cosa strana, io ero lì a pensare alle cicce, eppure mi sentivo stra sexy con il giacchetto dell'adidas bordeaux che lui mi aveva regalato e niente sotto, sdraiata sul divano di casa mia, non so nemmeno dove fossero io miei, fatto sta che mi tocca il seno e penso signore fà che gli piaccia fà che gli piaccia e infatti sì, e il giorno dopo mi ha detto "io non credevo che tu avessi una pelle così sottile", e sottile per me è diventato in quel momento il migliore aggettivo si possa dare a una pelle, io che sono così pesante e spessa di tutto, larga, che penso a me avvolta nella cotenna tanto mi faccio vergognare a volte, e invece ero sottile. Poi vabbè così sottile che mi si è tenuto per mesi senza amarmi, tanto ero sottile, che vuoi che faccia. Oh, mò si sposa, tra l'altro.
Quello dopo (quello di ora) per esempio quando mi ha vista nuda per la prima volta ha detto una cosa alla cristian de sica che c'era da rivestirsi e andarsene, e invece vuoi mettere quanto il nazionalpopolare sia vero, cristo, e sinceramente onesto, e pulito e quanto il filmetto francese di respiri e pause sia in fondo in fondo una presa per il culo? poi credeteci amiche, se volete morire di ansia, al "se mi impegno diventa vero tutto questo fottuto romanticismo".
Altro flash. Io da piccola, piena di entusiasmo e voglia di fare, mi svegliavo alle 7 la domenica mattina correvo dal divanoletto del salotto dove dormivo con mia sorella, fino alla cucina, mi mettevo in piedi sulla sedia per arrivarci meglio e facevo il caffè per mamma e papà, poi glielo portavo con il vassoio bianco e rosso e le tazzine di vetro coi fiocchetti che se ci penso adesso in quella scelta estetica imbarazzante delle tazzine c'è tutta la semplicità dei miei, e quanto le vorrei quelle tazzine ora, quanto vorrei quel vassoio di plasticaccia di merda, quanto mi serve qualcosa che mi ricordi davvero cosa ero io per loro prima che crescendo mi soffermassi a pensare solo solo solo solo solo solo a cosa sono loro per me. E insomma portavo il caffè, li svegliavo poveri cristi, nell'unico giorno off in cui avrebbero forse dormito di più, arrivava sta stronzetta (non chiamatemi stronzetta) piena di vertigini e pigiamino con sto sciacquone di caffè e loro si tiravano su, seduti sul letto, lo bevevano, mi ringraziavano, due coccole, due feste e poi forse mi rimandavamo ancora un po' a dormire e forse facevano l'amore contenti di avere una figlia così grata e tutta la giornata davanti.
Altro flash, ultimo flash. Faccio gli anni il 23 agosto, sto sempre da sempre e per sempre al mare (a parte anni di montagna in abruzzo abbastanza inutili, se escludi gli auguri al microfono fatti nientepopodimenochè Raul Casadei, che credo sia morto, è morto?), e il 22 agosto del 1990, avrei compiuto 8 anni il giorno dopo, sono scivolata correndo (potrei farci un intero blog nuovo con post sulle cadute correndo) sui lastroni di pietra che costeggiano la fila di cabine al mare, il camminamento per chi non vuole scottarsi i piedi sulla spiaggia. Sono caduta insomma, mi sono sbucciata un gomito e mi ricordo che ho pensato, dall'alto della mia RAM di ottenne che lo avrei ricordato che per sempre perchè avrei avuto la cicatrice e sarebbe stato un segno di quel giorno prima del mio compleanno e sarebbe stato importantissimo. Avevo chiaramente ragione. Il giorno dopo mamma e papà mi hanno comprato il materassino gonfiabile quasi dei miei sogni (volevo il delfino) che aveva un rettangolo trasparente sul fondo per vedere attraverso non so bene poi cosa, che a torvajanica pesci ce n'è a strafottere, come tutti sapete.

Mmmmmmmm

Ditemi voi se esiste qualcosa di più solitariamente godurioso di infilarsi il tappuccio di una bic nell'orecchio (dalla parte dell'aletta naturalmente), e grattarsi piano piano, approfittando dei bordi ruvidi della plastica e delle decinaia e decinaia e decinaia di terminazioni nervose che, se solo il buon dio ci avesse messo il clitoride lì, ma sai quante cerette risparmiate?
Questo ci porta dritti dritti al'inserto domenicale "Mmmmmmmm", sottotitolo "5 cose che fanno impazzire una donna se quella donna sono io".
Aprite i quaderni.

1- mangiare la fettina panata avanzata dalla cena quando si torna in piena notte da un locale. Funziona anche con il polpettone, ma meno.

2- svegliarsi la mattina presto quando sai che andrai al mare, mettersi il costume al posto delle mutande, non truccarsi, portarsi dietro un pettine. Sapere che tornerai abbronzata e ci saranno litri di aloe vera ad aspettarti.

3- spostare la rotula, piano piano, destra sinistra destra sinistra, autoconvincersi che se si può fare ancora, allora il ginocchio non è così ciccione.

4- il momento immediatamente precedente a una lite, quando sai di avere ragione.

5- sentire il peso della coperta addosso, io dico no al piumino leggero ma caldo, io dico sì alla coperta abruzzese impiegabile.

Tanta roba eh? dai su.
Per farmi perdonare link "mai più senza"

http://partecipazione.tumblr.com/ natalia cavalli, che iddio la protegga

http://faustinononnoxxx.blogspot.it/ faustino ha 29 anni, suo nonno è un genio, e se è un fake io non voglio più vivere.




giovedì 26 aprile 2012

Scava Scava

Scrivere di sè scegliendo solo la parte più superficiale, come si fa col pollo della rosticceria, che solo la pelle abbrustolita è gustosa e il resto, chissà perchè, è sempre secco, bianchiccio, stoppaccioso, è quello che faccio ogni santissimo giorno, qui, su twitter, su facebook, con chiunque, anche a voce, non perchè sia diventata arida o cretina, molto semplicemente perchè è più facile e non so nemmeno più da quanto tempo non mi guardo dentro come si fa quando sei in analisi o sei abbastanza giovane da scrivere lettere al nuovo fidanzato (ho detto lettere, non email, quindi fatevi un'idea della durata della mia storia) in cui gli racconti di te, come un regalo, come un segreto.
Lo faccio adesso. Vado a braccio.

Ho continuamente ricordi della mia infanzia, momenti flash che non so da dove arrivino e non so perchè proprio ora, proprio quello, proprio oggi.
Per esempio l'odore della palestra Roma 70, dove mia madre portava mia sorella, io andavo con lei a prenderla a fine lezione, ero la sorella piccola, mamma mi faceva vedere queste bambine con il body e la calzamaglia e quelle ballerine che oggi solo la buonanima di Amy Winehouse, e non avevano la minima presa su di me, ma la discesa all'ingresso della palestra, che facevo di corsa (saranno stati 3 metri, ma avevo le gambe corte, mi sembravano sempre un'occasione unica per scatenarmi) quell'odore di linoleum misto all'acrilico delle tute, l'atmosfera umidiccia mi facevano impazzire. Ragion per cui ho fatto ginnastica artistica da piccola, finchè il pediatra non ha scoperto che la mia anca sinistra è più alta della destra di 2 cm (ve lo giuro, non si vede, è tutto offuscato dal grasso) e ho voluto smettere, piangendo tutte le lacrime che avevo e costringendo tacitamente il migliore amico dei miei a falsificare un attestato di saggio con un punteggio finto (26/30) che è poi stato attaccato al muro accanto a quello vero di mia sorella. Solo adesso ripenso a che ingiustizia enorme deve essere stata per lei che il saggio lo aveva fatto davvero (colonna sonora La isla bonita di Madonna, lo adoravo).
Ho fatto la comunione, ero una brutta bambina quel giorno, discretamente pelosa, mal pettinata, col vestito da suorina, eppure è stato un gran giorno. Ho cantato in chiesa, una canzone agghiacciante dal titolo Io vengo a te Gesù (Anna la adorerà), e mi ricordo perfettamente la sensazione di terrore del momento intorno all'altare in cui il prete ti benedice, una specie di "Ora può baciare la sposa", ma tutto tra te e Cristo, e io ero pietrificata. Rivedendo il filmino anni dopo mi accorsi di quella espressione del volto di chi sta per vomitare, chissà che il mio rifiuto per la religione cattolica non sia nato in quel momento, nello stomaco, e non nelle centinaia di riflessioni spirituali che mi hanno portato dopo tanti anni a sbattezzarmi. Comunque cantavo con la mia amica del cuore Francesca, bionda riccia, bellissima, erano tutti innamorati di lei, io le volevo davvero bene, a lei e Elisabetta, ma poi hanno inventato quel crudele gioco del "facciamo ingelosire", che consisteva tutto nel fare finta di dire qualcosa all'orecchio dell'altra escludendo la terza amica. Francesca lo faceva a rotazione con me e con Elisabetta e noi eravamo completamente asservite, non ci è mai venuto in mente di farlo unite contro di lei, non era ammesso, lei era Regina George e noi eravamo chiunque.

Ho bisogno di cambiare lavoro. Non ho l'umiltà per farlo.
Ho studiato per tanti anni, mi sono presa la mia brava laurea specialistica, convinta (i miei genitori hanno il diploma di licenza media, e nemmeno tutti e due) che questo mi avrebbe aperto porte e orizzonti, che un titolo unito alla certezza di essere più intelligente della media (la modestia me l'hanno montata al contrario) mi avrebbero portato al ruolo di prestigio nel meraviglioso mondo dell'arte che merito. Non è andata così, sono un'impiegatuccia, come tantissime altre, mi hanno offerto un lavoro che non implica l'utilizzo di nessuna delle capacità che potrei mai avere o sviluppare, e faccio lo stesso mestiere da sei anni. Sei lunghissimi anni fatti di lamentele e baci a terra perchè ho un contratto con cui pagare affitto e indipendenza, fatti di domeniche noiose di lavoro mentre gli altri sono al mare e lunedi liberi sfruttati male. Arrivata a 30 anni tutti sono più avanti di me, hanno coltivato se stessi, anche quelli che io prendevo per il culo al'università hanno posizioni migliori della mia, soddisfazioni e gratificazioni, e io nonostante tutto ho ancora la presunzione di guardarli e dall'alto del mio inglese stentatissimo, ridere di loro, chè se c'è una cosa che so fare bene è capire i punti deboli degli altri, brava come sono a nascondere i miei.
Ora ho bisogno di cambiare, mi serve una svolta, mi serve il coraggio per farlo e non credo che lo avrò, e allora mi serve almeno il coraggio di restare l'impiegatuccia tutta la vita, di sostenere lo sguardo di chi fa altro ed è altro, di vivere la vergogna del confronto più che con loro, con l'idea sopravvalutata che ho di me.

Direi che può bastare.
Con roba del genere uno psicologo qualsiasi di quelli che ho avuto in dieci divertenti anni di analisi ci si sarebbe pagato le vacanze a Bali.
Da domani giuro parliamo di nuovo di vestiti.


ps: voglio dire una cosa a tutti quelli che credono che un blog sia puro esibizionismo e megalomania. Sì, lo è, alcuni di noi hanno la schiena più dritta, ad altri serve di essere aiutati.

sabato 21 aprile 2012

A volte ritornano

Amici, amiche
è tornato.
Lui.
Scioglievolezza Lindor, anzi suo fratello Ovetto Kinder di Pasqua.
Ormai è chiaro che Iddio mi punisce perchè ho sprecato la mia vera prima adolescenza a fornicare e vestire giacchetti dell'adidas comprati a porta portese e anche perchè ho un taglio di capelli asimmetrico, sennò spiegatemi voi perchè, dio poro dilatato, il brufolo, la Cosa, questo enorme bignè di san giuseppe rosso mi debba venire sempre e solo sulla guancia senza ciuffo, alla mercè di tutti, esposto al pubblico ludibrio e alla becera umiliazione. Sta là, ho la guancia gonfia come un criceto, ogni tanto quando sento che forse qualcosa si sta seccando lo strappo con le nude mani e le sporche unghie, perchè cosa c'è di più attraente di un cratere pieno di correttore in crema su un incarnato di porcellana?
Arrivare a 30 anni e smettere di prendere la pillola può significare due cose:
- desiderio di maternità.
...
Buahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaah
no dai, scusate...
...
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahhahahahahahahahahahahahah

- scoprire che si ha una mutazione genetica al fattore V di Leiden, e quindi la predisposizione a trombosi venosa, embolia polmonare e aborti spontanei. Evvai! e soprattutto, niente più contraccettivi orali. Ora lo sapete in dieci anni quanto è aumentato il prezzo dei profilattici? Io non me ne faccio una ragione, e soprattutto, avere lo stesso uomo da sei anni, viverci insieme, e vivere comunque il brivido del "ce l'hai?" è una cosa che ti riporta sì al friccicorino dell'adolescenza, ma scassa anche parecchio i coglioni.
Quindi amiche, fans, sorelle, e anche voi che arrivate qui cercando "Melissa satta nuda", aiutate sta pora vecchia, come devo fare? a parte la Finacea e il dentifricio, esiste qualcosa che mi restituisca la mia pelle di pesca e la mia faccia da culo?
Sentitamente ringrazio.


giovedì 19 aprile 2012

tutto il resto è noia

Non aspettatevi niente di che, scrivo un post nuovo solo per togliere st'alone di malinconia dal post precedente e per dirvi che siete delle merde, mi avete lasciata da sola a combattere coi commenti trolloni degli sconosciuti, senza manco che ne so, una zitella acida, una oggi mordo, una anna a confortarmi e difendermi.
Giorni inutili di tempo inaffrontabile, questo controproducentissimo secondo novembre mi fa mangiare il doppio e sudare la metà, quindi anche basta, grazie bambino gesù o chiunque sia il meteorologo dell'universo, fallo smettere.
Sono in ferie forzate, leggo libri, vedo film, dormo una quantità di ore che un asilo nido intero mi fa tre pippe, cucino, sto su twitter, mi tocco. Quindi vi beccate un miniriassunto di roba a caso dell'ultima settimana, una specie di pinterest, ma io pinterest non ce l'ho e davvero mi manca solo quello, poi mi licenzio e smetto di depilarmi e allora ciao.

- ho visto Romanzo di una strage, ne ho parlato col mio migliore amico Valerio Mastrandrea, ci siamo innamorati, abbiamo la stessa idea del cinema, della vita, della società, prima o poi doveva accadere, abbiamo un po' di problemi ancora perchè lui fa il commissario Calabresi e perchè io non so della Roma, ma le migliori storie sono quelle con un po' di pepe. Ora aspetto di vedere Diaz domani sera e entro il weekend trovare un aggancio per Santamaria. Vi faccio sapere.

-  ho scoperto, lo so, in ritardo, l'abbondantissima categoria degli youtubers, gente che ho scherzato per tutta la vita (soprattutto perchè per me si trattava solo di dissociati alla Laura Scimone) e invece no, sono personaggi convintissimi di volersi esprimere (poi parliamo di contenuti) proprio proprio davanti alla webcam nella penombra della propria cameretta e avere così un pubblico vero, e infatti funziona, perchè sta gente il pubblico ce l'ha e ci svolta i lavori a forza di fare ste scenette, per esempio adesso guglielmo scilla sta a radio deejay, ossia la mecca del cazzeggio retribuito.


Ma quella che mi terrorizza di pù è lei, Cicciasan, l'ho scoperta grazie all'importantissimo servizio di mtv sui gggiovani che fanno grandi cose e, da una parte massima stima ragazza mia, vai così e conquisterai il mondo, dall'altra scordati che mi farò mai governare da una romanaccia che finge di non avere la cadenza da trucida.


Tra l'altro sputala la gomma dai, su.

- è la settimana di titanic in 3d e la settimana di instagram comprato da facebook per un fottio di soldi, non ho ancora capito a noi cosa cambi, ma c'è dell'indignazione nell'aria. Questo per dirvi che sul web non si è parlato di altro per giorni, solo ste due cazzate, che hanno prodotto altre cazzate, che si spera, produrranno altre cazzate. Per esempio:


Geniale.

-  sto leggendo Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino, e mi sono accorta che da un bel po' di tempo non mi capitava di fare una piega alla pagina dopo aver trovato una di quelle epifanie letterarie che non necessariamente ti cambiano la vita ma già solo ti fanno venire la voglia di scrivere di nuovo o l'ansia di non riuscire mai a scrivere così.
" Uno arriva nella piazzetta medioevale di Ascoli Piceno e dice: "Bella". Bugie per inerzia. A me non fa né caldo né freddo. L'Italia è un paesello monotono. E il Medioevo mi ha rotto le palle. Le piazze tutte uguali, le vie tutte uguali e i portici di queste cittadine maledette, non li distingui l'uno dall'altro, ci passi sotto e non vedi cosa accade fuori, si fa la passeggiata e a me mi acchiappa la claustrofobia. 
Ma cosa accade fuori? Probabilmente niente. 
E poi i musei civici che espongono chissà quali cretinate, mi rattristano fino a spingermi al suicidio. Poche cose mi rattristano più del museo civico di una città del cazzo dell'Italia centrale, a ben pensarci. E questi sindaci di quart'ordine che ti accolgono con la bava alla bocca, mi lasciano indifferente, tutti fatti con lo stampino, badano alla loro fama locale, poi nel tempo libero fanno i veterinari, i medici, i direttori di oscure filiali di banca, hanno sempre due figli piccoli e la cravatta sbagliata, ma dico io, per voi non è meglio morire?".
Voi mi capirete se lo amo.

Basta così, dopodomani torno al lavoro, siate pronti per altre nuove mirabolanti avventure.

giovedì 5 aprile 2012

Vivere per amare Onlus

Amici miei
abbandono le vesti ormai usurate di arpia per chiedervi un minuto di attenzione su una questione che mi sta, da sorella e amica, particolarmente a cuore.
La scorsa settimana è scomparso Gianluca Latini,  ricercatore in Fisica di 39 anni e fratello della mia carissima amica Elena, un ragazzo indicibilmente brillante e amatissimo che ha combattuto per anni con una malattia ormonale.
L'equipe del Gemelli che lo ha avuto in cura ha deciso di intitolare a lui la Onlus che si occupa di ricerca su questo tipo di malattia e vi chiedo di partecipare anche con un piccolissimo contributo, in base alle vostre possibilità e volontà.

L'iban è
IT17C0103003233000000451703
L'associazione si chiama Vivere per amare Onlus.
Vi consiglio di mettere nella causale del bonifico GIANLUCA LATINI.

Vi ringrazio davvero dell'attenzione, lo so che sembra banale, ma mai come in questo periodo è fondamentale sostenere la ricerca.
Avrei tremila altre cose da aggiungere, su quanto nessuno più di questa famiglia meriti di essere supportata in qualcosa che Gianluca avrebbe voluto e promosso, su Elena che è straordinaria, sulla dignità di affrontare la sofferenza propria o di chi ti circonda, sulla certezza che mai smetterò di essere una sorella per mia sorella e so senza dubbio alcuno che la cosa sarà reciproca, sul mio essere in questi momenti fortemente epicurea e se possibile ancora più convintamente agnostica, ma non credo sia necessario, nè utile.
Confido in voi, e come sempre nella vita, nel potere infinito dell'empatia.
Grazie.






lunedì 2 aprile 2012

alcune cose che mi fanno venire l'orticaria.

Nella mia vita quotidiana di entità odiante, alcuni aiuti provengono chiaramente dall'esterno, che si sa anche il più talentuoso dei bambini se non supportato e stimolato dalla giusta famiglia e dall'agente più spregiudicato ad America's got talent con il cazzo che ci arriva.
Lo spazio di una mattinata e ecco pronta una mini lista di situazioni da incazzatura assicurata, che se la fate finita anche grazie.
- quelli che spiegano la street art. La street art ha rotto il cazzo, è universalmente riconosciuto, io l'ho frequentata e vissuta dall'interno e per interno intendo la vagina. Basta con la storia del writing, del lettering, basta spiegare la tag (prontamente scritta in corsivo, non sia mai detto non si capisca il termine tecnico) come la firma dell'artista metropolitano, basta sottolineare il disagio nell'appropriazione della strada e la voglia di riscatto dei giovani, basta con la protesta spray, e ve lo dico, ci ho scritto trasversalmente una tesi di laurea su quanto "Lazio merda" su un muro sia enormemente più significante e artisticamente riconoscibile (se per arte intendiamo sempre e comunque l'espressione iconica e linguistica di un sè diverso dallo spettatore e per questo riconducibile emotovamente e culturalmente a esso) di un fottuto disegnone incomprensibile e esteticamente intrigante, dio mi perdoni per aver usato questo termine.
- quelli che non vedono la televisione, e se la vedono è solo gad lerner e i programmi di approfondimento. Questo atteggiamento snobbetto del cazzo non vi porterà da nessuna parte, se non alla giusta e sacrosanta emarginazione che meritate. Il trash televisivo, l'affezione anzi al trash televisivo (chè è fatto per quello e se non vi siete affezionati a Giovanni e Serena o a una qualunque coppia di Uomini e Donne avete un problema enorme di incapacità di amare) esiste che voi lo vogliate o no, e lo spirito critico si allena su TUTTO, poveri stronzi, non solo su roba triste e desolante come sapere quanto cazzo pago di Imu, o quanta roba transgenica ci mettono dentro un dado knorr e quanto guadagna un contadino sulla linea della Tav. Estendo la categoria, per la prorietà transitiva, anche a quelli che non fanno sport e in palestra non ci vanno perchè sono troppo impegnati a nutrire il proprio ego intellettuale e insultare fabio volo e smacchiare quei pantaloni di velluto di sinistra old school comprati a via sannio tredici anni fa quando aveva ancora senso comprare a via sannio e essere di sinistra.
- quelli che "io non sono Hipster", ma perchè è una malattia? e l'alternativa accettata quale sarebbe? e soprattutto pensi davvero di non essere hipster tu con gli occhialoni, le scarpette del cazzo, il maglione infeltrito e il ciuffo? io ce le ho tutte ste cose, da un bel po' tra l'altro, e me ne fotto se sono hipster, del resto mi basta non essere vegetariana per vivere in pace con la coscienza, e poi non ho ancora capito se sia più hipster essere hipster o far creder agli amici (hipster come te) che non lo sei e anzi li schifi e li odi, tutti i venerdì quando vai nei locali hipster a sentire musica hipster con altra gente hipster.
- quelli che leggono l'oroscopo di Rob Breszny, e subito lo pubblicano su facebook, mi raccomando, non lasciate gli amici del sagittario senza la loro dose di ironia sagace e di sinistra (prima contraddizione in termini, se la sinistra sapesse oggi essere ironica e sagace avrebbe forse una possibilità di sopravvivenza, eh Bersa'?). Ora amici divertenti, nel chiuso dei vostri ufficetti stampa, nelle vostre onlus, nelle vostre azienducole a impatto zero (con tutto), vi rendete conto vero che è comunque un oroscopo? che è comunque la negazione di qualsiasi libero arbitrio umano e di qualasiai raziocinio illuminato, la credenza che i pianeti in una certa posizione influenzino non solo il carattere alla nascita ma le azioni quotidiane? Vogliamo continuare così e un giorno non molto lontano credere, che ne so, in Dio? E soprattutto vi rendete conto che la prossima volta che guarderete con sufficienza la vostra parrucchiera che vi chiede di che segno siete (poverina, mica ti chiede di cosa tratta la tua tesi di dottorato in scienze politiche) voi DOVETE per coerenza rispondere con tutta la fottuta mappa astrale della famiglia intera?
Per ora è tutto, ma potrei riprendere dopo. Preparatevi.