mercoledì 14 novembre 2012

H

Riesco anche poco a parlare, oltre che a scrivere.
Forse perché riesco poco a riflettere in italiano o in qualsiasi altra lingua codificata.
Reagisco a quello che mi succede con poche, pochissime inquietanti espressioni.
Mh.
Uh.
Ah.
La più usata è di certo una che non saprei come scrivere, forse solo una enorme H, un risucchio di fiato come quando qualcosa vi spaventa all'improvviso, il riflesso involontario di una bocca che si apre e nemmeno un suono che ne esca, solo il respiro, solo il soffio.
Ecco, quel soffio sono io.
Aria, solo aria che esce dal cervello, una vocale al massimo, poche consonanti, che già chiudere la bocca e riaprirla è uno sforzo comunicativo che non vedo come e perché dovrei sostenere.
Niente parole comunque, che non raccontano nulla le parole se quello che devi dire è sempre la stessa cosa, ripetuta miliardi di volte, ormai così conosciuta da non dover essere nemmeno spiegata, nemmeno identificata, nemmeno avvertita, percepita. Ripeti miliardi di volte la parola "casa" e perderà il suo significato, ma ci abiterai comunque ancora dentro.
Ecco, quella "casa" sono io.
Non lo so quanti sono 30 anni per avere a che fare con se stessi, so che quando ne avevo 7 mi sentivo già grandissima e avevo un sacco di vita da ricordare e da poter insegnare e quindi forse 30 sono un bel po' di roba, fatto sta che ultimamente ricordo anche poco, ma quello è istinto all'autoconservazione, ché non è sana la memoria, mette tutto in discussione, tira fuori roba che non serve, che non vuoi, che non hai più, e se non l'hai più dove è finita? Dovrò mica mettermi a cercarla?
E allora metto in mezzo roba nuova, gente nuova, storie nuove, colmo vuoti ancora pieni, li svuoto di noia e li riempio di volontà, di possibilità, tutto mio, niente di condiviso, faccio il lavoro sporco, senza domande e -giammai- risposte. Me la canto e me la suono, a forza di H interpretabili come voglio, a posteriori, tanto la lettera è muta, lo sono anche io.
Sto zitta.
Stozzitta.
Ho voluto la bicicletta, ma io non ci so andare.



10 commenti:

  1. Ho voluto la bicicletta, ma io non ci so andare.

    ADORO QUESTA FRASE!

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  2. hhhhiamoci insieme vaH

    gogo

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  3. E' un post un po' ansioso, mi ha dato l'impressione di un macigno sul cuore.
    Trova qualcuno che ti insegni a pedalare o rimarrai ferma lì, con la tua bici in mano,che si arrugginisce piano.

    fredshion.blogspot.it

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  4. La mia espressione inquietante preferita, di questi tempi, è Bah..
    Butto fuori tutta l'aria che ho dentro e che non sa che fare mentre la pronuncio.
    Provaci, ha un non so chè di terapeutico..

    http://nonfarmisoffrirelepene.blogspot.it/

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  5. il fatto è che ci si abitua così tanto al gesto di mettere un like, un cuoricino, una stellina, e tutte le cose "ine" che vogliono dire mi piace, che ci si disabitua a dirlo a chiare lettere. e invece qui va detto.
    mi piace tutto.
    lo sento molto.
    mi piaci tu, tanto, e lo sai. nei blu, nei gialli e nell'emerald che ci aspetta nel 2013.
    nelle h, nelle a delle risate aperte, negli uh di quando domandiamo qualcosa col sopracciglio alzato.
    sempre, mi piaci.
    cuoricino, stellina, like, e tutte quelle cose lì, ma volevo dirtelo chiaramente.
    L

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