giovedì 6 dicembre 2012

i TO DO dell'inverno 2012

A grandissima richiesta e con grandissimo ritardo -del resto fino a due giorni fa sembrava di stare in California, e vi vedevo scalpitare voi e i vostri piumini lucidi e i vostri finti UGG, ah se vi vedevo! -ritornano i TO DO dell'inverno 2012, dopo la summer e la autumn edition.

Come al solito, direttive su lifestyle e nuove religioni che vi faranno essere super cool e rientrare nei vostri mitici jeans.
Attenzione, ché stavolta ci andiamo giù pesanti.

1- Capodanno CHE? Lo so che state già in ansia, lo so che avete appena superato il trauma del domandone sulle vacanze estive, lo so che nessuno c'ha una lira e diventa anche brutto raccontare alla gente che le lenticchie le mangiamo da aprile, che costano poco e riempiono tanto e magari quella cosa dei soldi è pure vera (si si, certo), eppure mettetevi l'anima in pace, ci sarà sempre lo stronzo di turno che vi chiederà a bruciapelo, quando non siete preparati: "e a Capodanno che fai?".
In una società bigotta e castrante che ritiene ancora troppo invadente e poco educato chiedere "sei gay?" questi impiccioni guastafeste fateviicazzivostri girano a piede libero, seminando panico e senso di inadeguatezza..."perché? che devo fare a Capodanno?" TI DEVI DIVERTIRE. Non esiste al mondo che non ti metti una roba sbrilluccicosa, possibilmente swaroskata, che non ti piazzi un bel gloss rosso da battona sulle labbra, non esiste la scarpa bassa, non esiste che a Capodanno non si scopi. Non esiste. Bisogna festeggià. Bisogna fa il panico.
O meglio, bisognava.
Il Capodanno 2012, sempre che i Maya non decidano di farci sto bel regalone di natale, prevede pigiama (possibilmente brutto), libro, tisana, pochi amici, i più silenziosi che avete. A mezzanotte si brinda con la Bonomelli, a mezzanotte e venti si dorme. Niente sesso, che tanto sarete tutte mestruate. Voi, io ormai c'ho rinunciato. Il primo che tira fuori un fuoco d'artificio è fuori.

2- Acquistare arte contemporanea Certo c'è la crisi, certo abbiamo a malapena danaro per soddisfare i bisogni primari (cibo, riscaldamento, Margiela per H&M) eppure un trend che registro soprattutto tra amici normali con redditi normali, è l'acquisto di opere di artisti contemporanei, meglio se sconosciuti, meglio se molto grafici, meglio se costosissimi. Io che nella vita mi sono congiunta carnalmente con diversi di loro (poi vabbè c'ho preso pure un paio di lauree, ma figurati che credibilità posso avere), in verità vi dico che nove volte su dieci state a fa una cazzata. Non vale mai la pena economica, non acquisteranno valore, a meno che non venga ucciso da Silvio Berlusconi durante la notte degli Oscar difficilmente il gggiovane avrà la visibilità necessaria a far salire le quotazioni. Ma se vi piace fate bene, compratelo, guardatelo tantissimo, mostratelo agli amici e salvate il mondo dalle tele di Ikea con Audrey posterizzata.

3- X-Factor Questo è un TO DO NOW. Vi ho dato finora il tempo di scoprirlo da soli, ma ho paura che sia troppo tardi e dato che stasera c'è la prima parte della finale e il tempo stringe, ora o mai più. X-Factor ha compiuto il miracolo, ha messo d'accordo tutti e riconciliato con il trash pure i più snob che non hanno la TV e forse ancora sciacquano i panni al fiume con la Marianna che la va in campagna quando il sole tramonterà. Questo perché è un programma della madonna, c'è tutto: la merda (grazie Simo), la musica (grazie Morgan), lo spettacolo (grazie Elio), e una che è dimagrita da guardare con morbosa attenzione (grazie Arisa) e in più ti permette di odiare liberamente dei perfetti sconosciuti che tentano di coronare il loro sogno di gloria. Non so, che volete di più, il sangue? Stasera e domani, come al solito, facciamo il livetwitting su Twitter, uniti contro Ics ce la possiamo fare.

4- La punta quadrata. Io non ci credevo, eppure è tornata. Io che l'ultima volta l'ho indossata nel 1996 alla festa di compleanno di @livaletutti al Cilindro di Roma, location assai prestigiosa e gettonatissima per i diciottesimi, non potevo credere ai miei occhi quando ho visto (e apprezzato) tronchetti neri, super basici, con una bella punta squadrata da stronza darkettona. Mi sono guardata i piedi e ho provato per le mie puntarelle vintage un senso di disagio pari solo a quello che provo in presenza delle punte tonde della Camper. Per tutte, è arrivato il momento di correre ai ripari.

5- Il delirio di onnipotenza da social network. Ne so qualcosa, lo rischio ogni giorno, poi fortunatamente c'è tanta gente che conosco -e farei spesso finta di non vedere per strada- che mi ricorda cosa è davvero la dignità, online e offline. Quando hai un blog, di qualsiasi tipo, un account Twitter, una pagina Facebook, un cazzo di badge sbloccato su Foursquare, qualunque cosa ti metta di fronte a un computer, in solitaria, a scrivere per un pubblico X, a un certo punto scatta la dinamica schiavo-padrone del feedback.
Se il feedback è positivo, sui social, diventa moooolto positivo: l'iperbole è l'unica figura retorica che si usa e tutti siamo geni, tutti siamo fantastici, tutti dovremmo pubblicare una Treccani di cazzate, dodici e-book, sedici autobiografie. Essere lo scrittore preferito dei lettori è un attimo, e questo dovrebbe già dirci molto, per esempio su cosa altro legge chi ci legge, ma invece no. Noi dritti alla meta a sentirci sto cazzo.
Se il feedback è negativo, sui social, diventa moooolto poco negativo: siete tutti invidiosi, del resto se gli altri ci dicono che siamo dei geni, fantastici, che dovremmo pubblicare ecc ecc, mica saranno tutti scemi no? Capirete bene che non si va da nessuna parte, e ve lo dice una che, la seconda volta che è stata fermata per strada "scusa, ma tu sei Stazzitta?" ha creduto veramente che potesse funzionare. Poi sono rinsavita e sono andata a lavorare. Ma la megalomania va tantissimo, a piccole dosi potrete usarla anche voi, soprattutto con chi non usa i social e non ci capisce un cazzo. Magari in vista della primavera poi ridimensioniamo tutto. Mi raccomando.

25 commenti:

  1. Grazie a te non mi sento più un disadattato nel passare i capodanni (minuscolo cazzo, minuscolo) come farai tu.

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    1. Chi Lo Dice? (davvero?)(beata ignoranza)

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  2. io a capodanno tiro avanti l'orologio come Mr Bean e ci vediamo l'anno prossimo...

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  3. Cosa posso dire io che ho quell'infima stampa di Audrey, poco distante da una di La Chapelle?

    Maledetta Ikea.

    Sul delirio di onnipotenza da social bramo un post, un blog, un ebook dedicato.

    Grazie,

    Zit

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  4. la punta quadrata!!! finalmente una bella notizia!!!!!!

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  5. Ma parliamone di più del delirio di onnipotenza da social, per favore.
    La punta quadrata: non credo di essere pronta.

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    1. nemmeno io, mi sembra che quei tronchetti stiano male anche a quelle gambe...figuariamoci a...
      Emy

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  6. Ahahahahahahahahhahaha amo quello che hai detto su Capodanno.

    Ang
    www.madamelagruccia.blogspot.it

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  7. D'accordissimo con te, pigiama brutto e cin con la bonomelli è quello che farò io!
    E poi, mi sto laureando in storia dell'arte e quindi se la gente comincia a comprare opere contemporanee rischierei quasi di trovare un lavoro che non preveda Mc Donald's o Zara.
    Tu sei mitica.

    L.

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    1. che dolce! la laurea in storia dell'arte (specialmente se contemporanea, se sei in tempo scappa!) difficilmente ti farà trovare lavoro oggi, ma tu persevera, al massimo ti metteranno a fare le vetrine.

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  8. madòò mi hai fatto pensare al capodanno. quasi quasi spero nei maya.

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  9. Prima di finire qui volevo iscrivermi a Twitter solo per poterti dire che per quel che mi riguarda la vincitrice di XFactor sei solo tu!!!
    Grazie per avermi fatto compagnia con i tuoi commenti per tutti questi giovedì...come faccio da settimana prossima? Se ti do il mio indirizzo e-mail ogni tanto mi scrivi così non mi viene la saudade??

    Francesca

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    1. ho deciso che continuo a fare il livetwitting di Xfactor anche dopo la fine, così a cazzo, voi fate finta che ci sia davvero la puntata, sarà bellissimo!

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