martedì 22 gennaio 2013

Aggiungi un post a tavola #2

Come al solito le cose che faccio fare agli altri sono quelle che riescono meglio.
Tempo fa ho pensato di introdurre una rubrica fissa mensile -su questo blog che di sciocchezze tante ne ha viste e tante ne vedrà- chiamata Aggiungi un post a tavola, in cui invitavo i miei lettori ad affittare questo libero spazio di diarrea verbale per dire quello che vogliono.
La prima volta c'è stata Nora, che ha voluto riprendere il post sulla musica degli ex e io dentro di me lo sapevo che sarebbe nato un filone, un genere, un trend, una comunità di cretini nostalgici e lacrimosi.
Stavolta tocca a Suami (se ci sei batti un colpo!), scelta tra tanti di voi che ringrazio e pubblicherò, perché è così vicina a me e a roba che ho cantato e ancora canterei anche con una certa fierezza.
Leggetela, ricordatevi di quando ancora non sapevamo un bel niente di questo 2013. E forse era meglio così.


Chiusa causa influenza nel monolocale della periferia tra le più sperdute di Roma mi accorgo con giuoia che Stazzitta ha deciso di utilizzare questa giornata di festa divina per aggiornare il post e facendoci un invito, che io raccolgo, bastasse anche solo ad accompagnarmi nell'attesa della replica di XFactor (poraccia senza Sky).
E quindi che musica sia. Soliloquio interiore a suon di musica.
Il primo ricordo che valga davvero la pena menzionare risale al 1991. La Famiglia decide di fare un'allegra scampagnata nel paradiso fiscale meglio noto come San Marino. La Madre mi dice "Qui si paga di meno quindi potrai scegliere UNA cassetta".
Wow, confusione pura, emozione che ho riprovato solo moltissimi anni dopo ai miei primi saldi da Zara.
Dopo infiniti tentennamenti e ripensamenti la mia scelta da ottenne cade sul Greathest Hits II dei Queen e da quel giorno Radio Gaga è stata la mia canzone. La canzone del mio sviluppo musicale.
Fino al 1994. Undici anni e non sentirli. Pamela o Ambra? Di quale team essere? Io Ambra tutta la vita e con la mia amichetta vicina di casa abbiamo imparato ogni singolo sussurro dell'indimenticabile album d'esordio, T'appartengo. Ma la nostra canzone era L'Ascensore. Rap duro e schietto, quello che ci vuole per due undicenni non ancora alle prese con brufoli e improbabili tinte dei capelli.
Nel corso della prestigiosa scuola media Buonarroti dell'hinterland pescarese si sovrappongono diverse passioni musicali ed ormonali, Vivo in vacanza da una vita e il sosia di Dylan McKay (giuuuuurooo!!); Mmmbop e quello partito per volere del padre (lo so, lo so, ci stava meglio La Solitudine... ma a me piace così); e la capacità unica di mio cugino di farci ascoltare a loop Io Vagabondo (questa non la linko per rispetto).
Arrivano le superiori, arriva il D'Annunzio e arriva il pendolarismo.
Vuoi che non arrivi un nuovo amore, questo sì destinato a durare tutta la vita e Big big world ancora mi fa piangere, non per le tre note in croce (do-re-mi-mi-mi-mi-fa-mi-mi-mi) ma per la dolcezza di quelle prime sensazioni d'amore.
Al liceo scopro gli Smiths (siamo tanti sì!) e Ligabue (e il mio primo concertone con pomiciata con sconosciuto!). I primi li ascolto con passione ancora oggi.
Indimenticabile Cohiba cantata da Silvestri durante un'assemblea d'Istituto e io che guardavo con cupidigia, alle volte ricambiata molte altre no, il Rappresentante. Che cliché.
Un'emozione nuova, dal sapore torinese, con Quello che.
Quella prima della maturità è stata senza dubbio l'estate più emozionante della mia vita. E Under the bridge la sua giusta colonna sonora.
All'estate successiva appartengono i Sud Sound System e i bagni ammare in Salento.
L'università ha rappresentato infine la mia formazione amicale e musicale che ancor oggi riconosco e amo.
Mart e Janis.
Simona e Signora aquilone.
Valentino e Ludovico Einaudi.
Giulia e il trash. Ma quello vero. Spitty Cash.
E poi c'è stato il terremoto all'Aquila e De André ha aggiunto il sale quando dimenticavamo di metterlo nei pentoloni della mensa. Capossela invece ci portava il pepe quando c'erano state troppe scosse nella notte e tutti avevamo paura.
E alla fine Luca. Ma Luca non è una canzone, è un suono, è il fiato instancabile di Fabrizio Bosso e le code all'Auditorium per vederlo da vicino. Luca è anche Bregovic ubriaco che suona al porto di Palermo. Luca è, soprattutto, il battito del suo cuore prima di addormentarmi, ma questo non posso linkarlo.

E' più di un'ora che scrivo, ascolto, scarto canzoni, ne ripesco altre. E' difficilissimo fare un elenco completo. Impossibile anzi.
Allora mi limiterò a tre topic moment:
E poi, tutte tutte tutte le canzoni di Carmen Consoli. Sempre. In qualunque momento.

Grazie per questa esperienza, Stazz. Che non è finalizzata alla pubblicazione sul tuo blog, è proprio finalizzata a se stessa. Ho passato due bellissime ore con i miei ricordi e la mia musica. Grazie davvero.



ps: questa cosa che facciamo insieme mi fa impazzire, ve lo volevo dire. Fate i bravi, Stazz <3

8 commenti:

  1. bello, bello bello! presto ti manderò anche il mio, come dice Suami anche solo per rivivere ricordi. E perchè no, per provare a bloggare. Grazie Stazz! Ciao Suami!

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  2. Bellissimo, davvero.
    La cosa più bella, soprattutto, è andare a scoprire quelle canzoni che non abbiamo mai ascoltato e sorridere perché ci piacciono, oppure (ri)ascoltare quelle che sapevamo a memoria ma avevamo chiuso in un piccolo angolo della mente.
    Grazie Stazz..

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  3. Emozionata come neanche Angelina Jolie al suo primo parto (ieri ho visto Changeling, abbiate pietà) ringrazio sentitamente.
    Ancora più il vedere che se leggo le mie righe mi potrebbe anche interessare "Quanto semo fiche quanto semo cool" oppure "Svegliarsi magra e in primavera", non avrei saputo descrivermi meglio!

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  4. suami : _ )
    noreen

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  5. Sei de L'Aquila, Stazzitta? Io ci ho vissuto otto anni. Dimmi, dimmi.

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