sabato 2 febbraio 2013

Io credo nel peggio che deve arrivare

Quando ero in analisi a volte mi capitava di citare delle canzoni.
Mi ricordo il sorriso della psicologa, la condiscendenza adulta di fronte all'adolescente impanicata, quell'espressione di incoraggiamento di chi ti sta aiutando a cercare le parole giuste per dire qualcosa che nemmeno dopo dieci anni e infiniti soldi e infiniti pianti e infiniti confronti avrei saputo spiegare, se non sempre con quella stessa canzone del cazzo.
Funziona così, qualcuno dice qualcosa che pensi e dio vi benedica voi che lo sapete fare, ma non crediate di toglierci un peso, per quanto mi riguarda me lo riprendo, sulle spalle e sulla bocca dello stomaco, con gli interessi del non essere all'altezza nemmeno dei propri sentimenti.

Ho ascoltato Nessuno, traccia number 2 dell'ultimo album dei Baustelle.
Bisognava essere pronti, infatti ci ho provato ieri ma ho mollato.
Poi oggi Roma ha un cielo così bianco (cit.) e lavorare di sabato mattina illude di poter fare tutto, quindi alle 9 e 35 l'ho rimessa. E non l'ho più tolta. E sto a pezzi.
Non parlo quasi mai SOLO di musica, perchè sarebbe come vendere le mutande usate sui siti dei giapponesi pervertiti, troppo intimo e mai così redditizio, ma stavolta si fa.

Nessuno by Baustelle on Grooveshark

La voce di Bianconi è sempre più quella di De Andrè, specie all'inizio quando arriva come un gong cristallino e grave, e "non credo alla Bibbia non vedo perché dovrei consultarla, offende gli dei" sarebbe già una frase da bio perenne, quasi come "l'erba ti fa male se la fumi senza stile", se avessi, certo, ancora 19 anni e uno sti cazzi pronto in tasca. Cosa che non.

Quindi andiamo avanti.

Il pianoforte mi ricorda vagamente Because the night, ma so che mi sto prendendo in giro da sola, non ci sarà quell'urlo, non ci sarà quella catarsi, mi resterà sto groppo in gola, quindi non mi illudo.

"Perciò stanotte dormi qui che non esiste oscenità, freghiamo la pornografia, e dammi figli e verità e sesso orale e santità, non mi resta più nessuno tranne te".
Boooom. La mazzata tra capo e collo, pesante, ringrazio dio che sia facile da cantare, sennò potrei morire soffocata. Poi quella voce, quel coro, controcanto, come cazzo si chiama, quell'Uuuu che sembra l'Aria sulla IV corda di Bach (la sigla di SuperQuark per intenderci), ma soprattutto sembra Ivan Graziani e il cuore mi esplode in un milione di minuscoli pezzi e non lo so se ce la faccio ad andare avanti che cristo di dio, c'è tanto David Guetta in giro, io perché devo farmi male così?

"Io credo nel caos e nella violenza, guardate le spiagge, guardate la fame, il figlio di troia che appalta la Rai. Io credo nel peggio che deve arrivare, nell’ego dei calcoli dei governanti, e quindi mi servono armi lo so" bravo Bianconi, torniamo in noi, spostiamo l'attenzione, diciamo una parolaccia che sdrammatizza, piove governo ladro, pezzi di merda, bravo, continua così, non parlare di me, tu che voti Biancò? io sto in crisi.
E allora i muscoli magri da cerva che sono? e le rughe che ti regalai? mi prendi in giro? siete di nuovo te e lei? siamo di nuovo io e te?
non è servito a un cazzo, di nuovo nuda davanti allo specchio, ti fa riprendere fiato solo per mozzartelo.

"E vieni a vivere con me, un mondo atroce, vieni qua a sopportarne la follia. E dammi figli e oscenità e tenerezza e dignità. Non ho amato mai nessuno come te"
I figli e l'oscenità, la tenerezza e la dignità (e la dignità della tenerezza, se posso permettermi, Francè) sono il colpo di grazia. Non voglio nemmeno arrivare all'ultima frase, che sarebbe infierire sul cadavere.
Mettete in conto 5 minuti e 47 secondi di magone, ma di quello bello, che ti fa pensare ancora che vale la pena. Se ve la sentite affrontatelo, non vi farà stare meglio, ma vi farà sentire meno soli.
Ascoltatela, più volte, concentratevi sui vostri cazzi, sul dolore, sui ricordi, niente presente, solo passato, niente progetti, solo desideri, nulla di concreto, mi raccomando.
Rimuginate tanto, vi fa bene.
Date retta a me.

Che sono un'esperta.



Qui il disco
Qui la rece di Raffaella R. Ferrè, la migliore letta finora.




18 commenti:

  1. Ah bene, quindi non sono l'unica che si è fatta il piantone di prima mattina. Buono.
    Mi sento meno sola e meno lacrima facile e meno ''eh ma sono i Baustelle, lo sai che sono sempre una brutta roba per te perché poi riemergono tutti i ricordi di quella storia finita male e bla bla bla''

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  2. Lacrime.
    Capolavoro.

    Sto messa come te, sorella, siamo in due.
    Un abbraccio.

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  3. Ti leggo da un po'. Mi piaci.
    P
    erché... per post come questo. Che fanno un po' male, un male che non so identificare, che parlano d'amore e di vita e mi fanno male e li leggo con gli auricolari nelle orecchie con il mio ragazzo di fianco che studia e tutte le domande su di noi che posso farmi in testa.

    Era per dirti che mi piaci.

    Agnese

    [@_yournoise]

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  4. «Funziona così, qualcuno dice qualcosa che pensi e dio vi benedica voi che lo sapete fare, ma non crediate di toglierci un peso, per quanto mi riguarda me lo riprendo, sulle spalle e sulla bocca dello stomaco, con gli interessi del non essere all'altezza nemmeno dei propri sentimenti.»

    perfetto. come hai fatto. grazie.

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  5. Mi dicono dalla regia che non è "muscoli magri da cerva" ma "muscoli magri d'acerba". Non cambia un cazzo, ma preferivo la mia versione. Bianconi ti scrivo il prossimo?

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    1. Ma anche io ho sempre capito "Muscoli magri da cerva che hai"!! mi ha sempre evocato una bellissima immagine, di una donna flessuosa e atletica.
      Si, in sostanza non cambia un cacchio, ma anche io preferivo la cerva.

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  6. La ascolto in loop da questa mattina e ogni volta trovo una parte che mi piace di più di un'altra (per cambiare idea all'ascolto successivo).
    Penso sia talmente bella che è difficile trovarle un difetto.
    "Perciò stanotte dormi qui che non esiste oscenità, freghiamo la pornografia, e dammi figli e verità e sesso orale e santità, non mi resta più nessuno tranne te". Solo un genio poteva scrivere questo.

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  7. sembra, come piu o men tutto quello che hanno fatto i baustelle dal sussidiario ad oggi, una domenica.
    ecco per me i baustelle sono una domenica, con tutte le sue contraddizioni, il nulla, la noia, il caldo, il freddo, l'arrosto e la polenta, la sigaretta col sole in faccia, le gite in macchina, fare l'amore pigramente, restare in pigiama tutto il giorno, avere il tempo di soffrire e ricordare, di pensare, senza voglia di scegliere, la felicità del non fare niente e il vuoto cosmico, l'incoscienza e la coscienza. una domenica

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  9. Dalle 16.45.
    E io ho sempre odiato i Baustelle.
    Parla di me e lui.
    L'uomo che nel giro di dieci giorni mi ha sconvolto l'esistenza, L'uomo che, per la prima volta nella vita, fa sentire viva e reale l'affermazione "non esiste più nessuno, tranne te".
    L'uomo che più o meno mi ha detto così: "
    E vieni a vivere con me
    Un mondo atroce vieni qua
    a sopportarne la follia
    E dammi figli e oscenità
    E tenerezza e dignità
    Non ho amato mai nessuno come te".

    L'uomo con cui condivido una vita di atroce felicità.
    Che belle le canzoni che ti somigliano.
    Grazie

    Scusa, la foga aveva riempito il commento di refusi.

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