sabato 2 marzo 2013

A valanga

Succede sempre così.
Mi tengo alla larga da qui, scrivo roba in 140 caratteri sperando di fare meno danni, scrivo messaggi su whatsapp agli amici, ma se poi lo riapro è come tornare a casa dopo le vacanze, bello tutto, bello stare fuori, ma questa è casa mia e qui comando io.
In tutte le spiagge del globo, forse per esigenze di cartolina, c'è la barchetta del pescatore, quella un po' sgarrupata, con il nome scrostato, con le reti vecchie e il fornelletto a gas dentro, quella che mentre la gente la instagramma (tutti, non fate i vaghi) io mi chiedo sempre "ma d'inverno, sta barchetta, che fine fa?". E me la immagino col mare grosso e un sacco di vento e la tempesta e i flutti e le sirene e i mostri marini e lei attaccata alla sua cordicella, col nome sempre più scrostato ma sempre così fica e così solida e tenace che anche il mare fa il tifo per lei. E la barchetta di solito resiste.
Io sono così. Fica, solida e tenace. E sì, me lo dico da sola, perché ci ho speso soldoni negli anni, e lacrime e cattiveria e rapporti e delusioni mie e di altri per essere come sono e magari non va benissimo, ma almeno non vi do colpe non vostre.
E in fondo lo so che fate il tifo per me, anche adesso che sono in piena tempesta.
Non lo so che succede, o forse sì, ma se lo dico ad alta voce crolla tutto, quindi non dico nulla, vado avanti tipo ariete medievale sul portone della torre, e non so se sono l'ariete, il portone o la torre, ma quello che so che qualcuno si farà per certo male. Sicuro un po' anche io, nonostante sia adesso completamente anestetizzata dall'euforia, ché stare in tempesta è forse la cosa più bella degli ultimi tempi, avere il cervello che fuma, vedersi le mani grandi, non sentire la stanchezza e la febbre, vivere di botte allo stomaco, di eccitazione costante e perenne, di idee e persone, di desiderio.
Il desiderio.
Io non desideravo qualcosa da tanto.
Ora ci sono di nuovo e mi sento di nuovo, e faccio tutto e tutto insieme perché se perdo qualcosa muoio di invidia e di frustrazione e rosico, dio quanto rosico. E allora vorrei il teletrasporto, il dono delle lingue, 100 ore al giorno, vorrei cucinare cene da dieci portate come mai ho fatto e far godere un uomo come una truppa di spogliarelliste asiatiche, vorrei suonare viaggiare mangiare e essere stupenda, lavorare tantissimo, studiare, salvare progetti e inventarmene altri, perché lo so che se imparo ad andare a nuoto in profondità durante la tempesta allora io in superficie potrei anche non tornare più.
Mi sembra di investire tutto e di non sprecare niente, di seminare ovunque e non svendermi mai, invece mi regalo, senza impacchettarmi troppo, come quando porti una torta a casa di amici avvolta nello scottex e nessuno ci fa caso, perché quella torta profuma di forno di casa e cioccolato fondente e sti cazzi dello scottex, mangiatemi, magari non sarò buonissima, ma una cosina dolce a fine cena ci sta bene.

O la mattina dopo anche.

Con il latte freddo sono la morte sua.
Giuro.

23 commenti:

  1. Solo una cosa da dire: wow.
    I momenti come questo sono solo tanto wow.

    Piacere, Princess :)

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  2. Credo di amarti, senza neanche essere -finora- lesbica.

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    1. è tutto in quel finora. Credimi.

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  3. Sticazzi.
    A leggerti così sono io che rosico. dio quanto rosico.

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  4. .... Letto tutto d'un fiato!!! Hai una bella penna, complimenti! Mony

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  5. Congratulazioni Stazz. Qualunque sia il motivo per cui mi vien voglia di fartele... (c'era un riff dei Prodigy che mi ronzava in testa mentre ti leggevo, col battito accelerato)

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  6. è quello che servirebbe ora a me! mi hai dato una spinta!!!!

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  7. e vedi di non uscirne mai allora dalla tempesta, se ti fa vivere-sentire-scrivere così, c'hai trascinato dentro anche me, anzi forse già c'ero dentro, ma tu ci sei dentro MEGLIO.

    Vale 1up

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  8. Ti stai godendo il momento ma già pensi che qualcuno si farà male. Capisco lo stato d'animo. Capisco il non riuscire a viversi le cose perchè...perchè ci sono mille perchè dietro qualsiasi momento di godimento. E non capivo dai commenti perchè nessuno si fosse focalizzato su quel punto che a me sembrava quello fondamentale. Non lo era, in effetti, o forse lo era solo per me ed ognuno vede quello che vuol vedere.

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    1. Sai che il punto è ovunque, forse è proprio questo il punto. Scegliere tra cosa avere e cosa rifiutare è sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre la cosa che mi fa incazzare di più. Voglio tutto e non voglio farci nulla. Tu cosa vuoi?

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    2. ah bella domanda! E se il punto è ovunque per me sta anche qua: chi voglio essere? Prova ad essere almeno te stessa - come se fosse facile -se solo 'sta te stessa non cambiasse di continuo modalità riusciresti magari a starle un po' più dietro. Va bè troppe elucubrazioni, e rileggendomi sembro una pazza che si parla addosso. Sto nella fase pessimismo cosmico, che pure Leopardi si deve levare. Goditi l'euforia e la spinta al cambiamento, davvero fallo.

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  9. Mi piaci non sai quanto quando descrivi situazioni interne ed esterne con la stessa semplicità ed efficacia che utilizzi per i tuoi Tweet (ti seguo lì). E poi invidio il modo con il quale riesci a tagliarti dentro e trovare il meglio anche nel peggio di te stessa.
    Ho speranza di incontrarti, prima o poi, e dirtelo di persona. :-)

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