sabato 23 marzo 2013

Dicono di oggi e Pour Parler, due progetti belli de zia

Tra le tante cose con cui affogo l'horror vacui dell'oggigiorno ce ne sono un paio di cui vado molto fiera e di cui sono molto grata, ché fare quello che ti piace - al di là di ogni banalità del cazzo che mi farebbe storcere il naso se lo leggessi da un'altra parte - è l'unica cosa da fare nella vita.

Una di queste è Dicono di oggi, un progetto che mi è piovuto addosso durante una colazione con una persona che mi ha insegnato tanto (nel vero senso della parola) e che, inaspettatamente come me, nascondeva passioni e divertenti manie ben al riparo da occhi indiscreti.
Noi che della serendipità abbiamo fatto uno stile di vita e sempre continueremo.
Si tratta di un gioco di citazioni letterarie e calendari paralleli, basato su un enorme database di date trovate nei libri, raccolto manualmente (stupitevi e Google books scansati!) nel corso degli anni:
ogni volta che incontrava il riferimento a un giorno preciso, Antonella segnava la data, la pagina, il titolo e l'autore e registrava nella memoria storie e atmosfere che si sarebbero mischiate al tempo presente della sua vita. E adesso della nostra.
Abbiamo recuperato il database, ne abbiamo fatto un blog, una pagina di Facebook e un account di Twitter e quotidianamente regaliamo le citazioni del giorno a chi ci legge, perché con buona pace di Aristotele, si può essere nello stesso momento in due luoghi diversi, almeno con la testa.
Abbiamo idee e progetti, collaborazioni in piedi, voglia di allargare il gioco e di leggere nuove storie sulle date, riflessioni sul tempo e sulla lettura, vogliamo sapere che da un nostro tweet vi è venuta voglia di comprare quel libro o di scoprire quali storie accadevano il giorno del vostro compleanno, insomma, seguiteci, leggeteci e da oggi, quando incontrate una data in un libro (o film, o canzone, o opera d'arte) segnalatecela e perdete (o ritrovate) un po' di tempo con noi. Non vogliamo altro.

L'altra cosa che faccio è la radio.
Che già senti come suona bene.
Fare la radio è il fare il dj del 2012, nel senso che fa fico, è divertentissimo, più o meno tutti possono farlo comodamente da casa (tranne me che sono un'inetta) e vuoi mettere la soddisfazione di riempire di musica la gente che ti ascolta facendo finta di saperne più di loro? Io, che sono donna di onestà e trasparenza, o vi inondo di Tiziano Ferro o rinuncio a ogni proposito di megalomania e invece di scegliere i dischi, chiacchiero. Se il martedì vi sintonizzate su Muzak Radio (canale Daze) dalle 19 alle 21, trovate me e il mio compare Emiliano che cianciamo di roba varia ed eventuale e trashate di ottima qualità, e state tranquilli che alla programmazione ci pensa lui. Il programma si chiama Pour Parler, c'è un tema ogni settimana, rubriche più o meno fisse come la Shit Parade con le 5 peggiori canzoni che abbiano mai raggiunto il vostro padiglione auricolare, e soprattutto ci siamo noi.
Che altro volete, il sangue?
Siamo su Facebook e su Twitter, seguiteci anche durante la settimana, cazzeggiate con noi in diretta o veniteci a trovare fisicamente al Big Star, portateci doni e cibo e beato chi soo fa er sofà.

E se a qualcuno venisse voglia, chessò, di sborsare dei soldi in cambio di tutta questa gioia di vivere, bando alla timidezza e fatevi avanti.
Supereremo insieme l'imbarazzo del vil denaro.

10 commenti:

  1. Radio Days, giorni e radio: le giornate farcite di @stazzitta!
    Come moltiplicare il tempo con i racconti, la musica, le storie, le immaginazioni (e riuscire anche a raccontarlo).
    Ma come lo trovi il tempo, Daniela?
    E intanto che provi a spiegarcelo, grazie per riuscire a farlo
    Antonella

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  2. Tu sei una gran bella persona :-) davvero

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  3. l'idea del 'dicono di oggi' è fenomenale, corro subito a spizzare/seguire il blog.
    grazie per allietare inutili pomeriggi :)

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