martedì 5 marzo 2013

Stai Lucio stai

C'è stato il concertone per Lucio Dalla ieri sera.
4 Marzo 2013, 70 anni dopo quel 4 Marzo 43 che mio padre canta ancora come se fosse l'unica canzone mai scritta nella storia della musica italiana.
Povero papà.
Non ve lo sto a dire cos'è Dalla per me, perché con grande probabilità sarà lo stesso per voi, ché alcuni di quella generazione lì sono patrimonio dell'umanità eppure continuiamo a credere che parlino di noi, proprio di noi, ma ti giuro quella strofa lì sono proprio io, incredibile Guccini cazzo, smettila.
Funzionano sempre, da vivi e da morti, quelli là.
Eppure ieri sera Piazza Maggiore era piena di gente che visibilmente non si divertiva, non cantava, cercava la telecamera per salutare a casa e soprattutto non piangeva.
Non so se fosse l'effetto Morandi, costantemente fuori luogo, rigido, finto, zero coinvolto, o se fossero i soliti 10 cantanti politicamente impegnati e commossi, che ormai indipendentemente se il concerto sia per un morto, per una calamità naturale o per l'inaugurazione del centro commerciale Le Torri, il quartetto Mannoia-Sangiorgi-Mengoni-Bersani esce da solo dal tombino più vicino (fate un gruppo, a sto punto, è più comodo anche per noi) fatto sta che se non si canta o non si piange con Quale allegria o con Anna e Marco, c'è qualcosa che non va.
E quel qualcosa è che le avete cantate di merda.
Strascicate, drammatiche, lente, distrutte, svociate, ste vocali eterne che rompono ogni parvenza di emozione, il virtuosismo esasperato e inutile, quel "Ciao Lucio" alla fine di ogni cazzo di canzone, e non stupisce che l'unico decente sia stato proprio Pierdavide Carone che l'ha cantato così, come gli veniva, con l'imbarazzo di quello che ha duettato col defunto per un puro caso del destino, lui uscito da Amici, forse più facilmente talentuoso di altri, ma di nicchia dall'esordio in quanto cantautore, che si sa, nei talent è come dire che hai tre palle e due cervelli, ti guardano male ma ti trattano con il rispetto che si deve a un pensatore.
Insomma io ero a casa e twittavo intanto, non c'è stato niente, nessun coinvolgimento, e io ne ho fatti di concerti nazionalpopolari e li rivendico tutti, comprese le lacrime da Renato Zero, che più di così, che volete, il sangue per i Modà? eppure boh, manco cantavo, non gli andavo dietro e allora mi chiedo, che senso ha?
Mi ricordo che quando morì Mia Martini (avevo 13 anni) me ne accorsi dalla radio perché tutti passarono per ore solo sue canzoni, e a casa mia si cantava e si piangeva e si scuoteva la testa e si rosicava tantissimo, e allora penso che forse io sarei stata più felice ieri sera, di farmi un catartico karaoke in solitudine invece di assistere all'accanimento sul cadavere.
Lasciateci soli la prossima volta, con il nostro dolore e con il nostro Ipod, che la musica è un fatto privato.
E se proprio volete condividere il ricordo, merda, almeno imparate i testi delle canzoni.




15 commenti:

  1. amen


    la pena assoluta, pino daniele che sfiata Caruso....

    kine

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  2. Sottoscrivo e aggiungo: ma De Gregori dove l'hanno lasciato? E poi: vogliamo parlare dell'epic fail di Morandi che dice a Bocelli. "Ti faccio vedere un filmato, guarda qui, guarda...."

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  3. bbbbbbbbbbbbbbbbbbbrrrrrrrrrrrrrrrividi.

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  4. A volte sono davvero felice della mia scelta di non aver una tv in casa..

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  5. De Gregori, da quel gran signore che é, probabilmente la pensa come noi e ha preferito rimanere a casa.

    Chiara

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  6. finalmente una voce contraria, pensavo di essere io quella sbagliata invece per fortuna qualcuna voce diversa esiste. io l'ho guardato non tutto, ma per carità non capivo se era l'audio o se era la mancanza di emozione sia dei cantanti penosi che del pubblico. ho resistito fino a quando ha cantato angelino alfano (capito vero?) mi sembrava addirittura imbarazzato con le parole, ha rivolto il microfono al pubblico e l'hanno bellamente ignorato. penoso fino all'inverosimile caruso hanno violentato una delle più belle canzoni e poi morandi? maddai e basta con sti sepolcri imbiancati. roberta

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  7. la musica è un fatto privato. Quanto hai ragione!

    Elisa

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