domenica 26 maggio 2013

Alcune considerazioni di carattere meteorologico

La prima è che ho googlato meteorologico perché è come Dostoevskij e Reykjavik e Quetzacoatl, che non so mai come si scrivano ma mi serve di non fare figure di merda.

Ora arrivano le altre.

Vedo la gente che mi vede. E vedo che la gente mi vede. Le cose son due: o non mi nascondo bene o sono tutti intelligentissimi. Mi consolano entrambe, ché voglio frequentare persone di un certo livello. Come me. Che non mi nascondo, per l'appunto.

Non sto prendendo le pasticche per farmi tornare il ciclo, scomparso ormai mesi fa, poi tornato per un paio di volte, poi di nuovo scomparso, perché non sto prendendo le pasticche. Perché non le sto prendendo? Perchè non me ne frega un cazzo di essere sana in questo momento. Il corpo è una cosa che un po' mi porto solo in giro e la maternità non mi interessa, scopare sì tantissimo, fare i figli io proprio no. E ho un sacco di assorbenti di scorta, ma non scadono. Fortunatamente.

Stanno tutti male, avete notato? Io sì. Le coppie stanno male, i single stanno male, gli sportivi della vita, quelli leggeri e incapaci di domande, vestiti sempre uguali stanno male anche loro.
Provate a cambiarvi, è na botta de vita.
Stanno tutti male, non si fanno eccezioni qui, l'appartenenza è tutto, lasciami pure senza branco adesso e allora The blair witch project lo giro io, con la videocamera del telefono cercando poi una presa nel bosco di notte.

Ho googlato The blair witch project che è come meteorologico, Dostoevskij, ecc ecc.

Il giorno che Whatsapp informerà l'utente, non so come, magari con una notifica in home, dell'orario del NOSTRO ultimo accesso e non di quello degli altri, sarà sempre troppo tardi, e non capire che la cosa importante è sembrare il meno online possibile e capire quanto effettivamente invece ci si stia, è un errore di valutazione imperdonabile dei programmatori che, è ovvio, non sanno nulla di carisma e sintomatico mistero.

Mi sa che sto post sono dei tweet sbrodolati.

Ora conto le persone che ho conosciuto fisicamente dopo averle seguite su twitter. Aspetta eh.
Sono arrivata a 52 e mi sono stufata. Poi se mi viene in mente aggiungo. In un anno, eh.

Quando ero piccola avevo una fissa per lo spolvero. Lo spolvero, lo spolverare, come si dice. La domenica mattina mia madre mi dava la pezzetta, io toglievo tutti i gingilli dai mobili, gli stessi mobili che ancora sono a casa dei miei, tra un paio d'anni saranno puro vintage hipster, spruzzavo il prontomobili e passavo lo straccio. Poi rimettevo tutto a posto e mamma diceva che braaaaaava, guarda come spolvera bene. Ho sempre trovato irritante lo squilibrio tra l'energia e il tempo dedicati allo smontaggio gingilli e quei quanto? 5 secondi di passaggio pezzetta, ma il risultato finale era soddisfacente e un sacco di aaaaa di mamma valevano il conflitto interiore.

Quando uno lo ami tantissimo, un po' te lo scordi no? Sì o no? Cioè è come camminare, mica ci pensi che devi farlo, lo fai e basta, no?

Mi taglierei le mani in questo momento, mi farei crollare il pannello della galleria che ho dietro la schiena addosso, andrei in ospedale, aspetterei di veder arrivare qualcuno di corsa per capire come sto che è successo ti senti male e sorriderei con la testa di lato e la faccia dio mio che cazzo di sfigata e poi un succhetto della macchinetta e bevi un bicchiere d'acqua, che ti devi calmare.
Mica ti dicono mai prendi a calci in culo qualcuno che ti devi calmare. Il bicchiere d'acqua. Mah.

Più ci tengo e più mi dimentico la faccia che hai. Si chiama istinto all'autoconservazione.

Scriverò un saggio: "Il visitatore museale e il diritto al biglietto gratuito: fenomenologia del disagio e studi sul rapporto tra povertà e senso di colpa cattocomunista". Per ora mi dedico all'analisi statistica delle volte in cui "quanto si paga?" "per lei è gratuito, signora" "ah fantastico, quindi quanto le devo?". Appendice fotografica alla Martin Parr sui peggiori portafogli dell'ultimo secolo.

Mi manca la radio, voglio la radio, quello che mi viene meglio è parlare parlare parlare senza essere guardata, voglio un punto nel vuoto e dire cose e avere la musica e sapere che poi finito quello si torna a casa e bene così. Voglio la radio. Adesso la ricomincio.

Zone di Roma in cui abiterei: San Giovanni, Trastevere, Centro grazie al cazzo, Nomentana verso Piazza Bologna, Prati, Testaccio tantissimo, Garbatella, Ostiense.
Zone di Roma in cui invece mai: Pigneto, San Lorenzo, Monteverde, quelle troppo lontane, quelle collegate male, Viale Marconi, Ostia.

Cose che non farò mai: l'omeopatia, il tatuaggio alle sopracciglia, votare a destra, menare un bambino, diventare vegetariana, cancellarmi i tatuaggi.

Cose che invece voglio: ibiza, sceneggiare, licenziarmi, depilazione definitiva, essere sicura.

E sul meglio soli che male accompagnati bisognerebbe riflettere tantissimo di più, tutti.

14 commenti:

  1. Credo di amarti (e in parte comprendere).

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  2. Quelli che dicono "Meglio soli che male accompagnati" sono quelli che soli non lo sono mai stati.

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  3. Ne parlavo ieri con @nerorimmel, di quanto tutti stiano male e di quanto tutti stiamo male, in questo periodo.
    Sarà il tempo? Anche a me la radio manca. Quel parlare senza essere visti e senza essere guardati è bellissimo.

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  4. A Beethoven e Sinatra preferisco l' insalata
    a Vivaldi l' uva passa che mi dà più calorie
    uh! com'è difficile restare calmi e indifferenti
    mentre tutti intorno fanno rumore
    in quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell'orrore.

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  5. io l'omeopatia e il pigneto si per dire. la prima perchè so più allergica io ai farmaci e alle molecole del cazzo varie che tutta l'umanità alla polvere. Che pare n'allergia che c'hanno un po tutti. Al pigneto che cazzo devo fa ce vivo, è andata così. Mi poteva andare peggio. Cecchina per esempio, che posto demmerrda è???
    pure il pigneto però. Un po si. Senza un po. E senza accento e ho sempre grossa crisi sugli accenti.
    Ga

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  6. Bel post, eh, ma mi stanno un po' sulle balle quelli che criticano i portafogli altrui, soprattutto se fanno le smorfie nel caso vedano - faccio un esempio così, casuale, e per nulla autobiografico, s'intende - la foto delle Destiny's Child al suo interno.

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    1. E per forza almeno bisogna tagliare via la cavalla col capello corto

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  7. che poi tu sei un po' na stronza perchè prima rientri nella categoria "ma che me frega a me de legge er blog de questa" e poi ti capita che sta stazzitta te diventa un essere umano e tu il blog te lo vai a leggere perchè l'essere umano ti ha confuso. e io non sopporto di confondermi. e tu mi confondi. E poi dopo un paio di post il blog lo infili tra i preferiti e nei preferiti hai una cartella che si chiama mattina. Quella che apri appena accendi il computer.. un paio di testate giornalistiche, twitter, la posta e Stazzitta.. ecco era solo per dire che i tuoi post io è come se li aspettassi ogni mattina.. e questa è una cosa nuova e mi piace e poi non mi confonde più e mi fa mettere un sorriro o una lacrima, dipende da quel che scrivi. è io non le ho contate le persone che si sono materializzate dal twitter ma almeno una son certa di si.. tale Stazzitta .. e scrive benissimo e i suoi post io li apetto ..

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  8. Joyce spostati proprio !

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