giovedì 9 maggio 2013

La labirintite

So cosa scrivere ma non so per chi.
Che sembra si siano tutti risvegliati e improvvisamente girati verso di me a dire "e tu?". 
E io? 
Quando ero piccola una volta rubai uno scotch colorato a mia sorella. Doveva essere molto costoso o molto prezioso e mi ricordo di averne usato un sacco, per fare bellissime cornicette intorno a delle scritte sul diario. Erano due rotolini verde e fucsia fluo, il nastro era satinato e la colla era di qualità, potevi staccarlo e riattaccarlo senza che strappasse la pagina. Era davvero fico.
Mia sorella non voleva che lo usassi naturalmente, eravamo in quell'età in cui le cose che possiedi fanno di te una ragazza o una ragazzina (uscire con la borsa o no, avere una cipria tutta tua e non quella di tua madre), lei forse era al liceo e io insomma, quasi quattro anni di meno. 
Lo avevo rubato, usato e avevo fatto finta di niente. L'ho rifatto mille volte con tante altre cose, rubare non è mai stato qualcosa di cui sentivo il peso, né l'eccitazione. Lo volevo, lo ottenevo, bravi tutti.
Quella volta mi sgamarono, ché solo se hai paura non ti fai beccare e io invece paura proprio mai, purtroppo proprio mai. Purtroppo proprio mai. 
La bufera. Lei incazzata come un'aquila, io che negavo fino alla morte. I miei genitori non particolarmente interessati alla diatriba in corso credettero di risolvere tutto chiedendomi di mostrare a mia sorella il diario per convincerla che ero innocente. Glielo mostrai, faccia come il culo, a distanza, sostenendo di aver usato dei semplici evidenziatori, ma comunque non è di questo che volevo scrivere, scusate ma già non mi va più, è che sembra sempre di dover trovare un cazzo di tema, una cazzo di storia e far leggere tra le righe una verità che sono troppo simpatica per raccontare così, a crudo, e se siete profondi voi la capirete e avremo stabilito un contatto intellettuale emotivo spirituale solo nostro. E vorrei una posta del cuore, qualcuno che mi dia un argomento che possibilmente non mi coinvolga, che ho un sacco di opinioni su tutto e non vedo l'ora di trovare quelle parole illuminanti che tanto vi piacerà ricordare a proposito dei cazzi vostri, così mi direte che nessuno vi aveva mai detto una cosa così intelligente e ho capito proprio tutto e io torno a casa super vincitrice e ho ancora il mio scotch colorato e al massimo ok, ho mentito e sono un po' più meschina e di merda di ieri, ma sopravviverò. Che del resto è tutto un accorgersi di quanto lo siano gli altri prima di capire quanto devi fingere di non esserlo tu, l'importante è lo scarto non è l'assoluto, e le migliori giornate della mia vita le ho passate con amiche più grasse di me.
Mangio caramelle balsamiche che mi fanno schifo ora, perché ho la tosse da una vita e probabilmente sono malata ma non ho voglia di curarmi, ho voglia di stare male e resistere e lamentarmi e pensare a me come a una gloriosa eroina dei nostri tempi che sopravvive al mal di gola e allo sfinimento, alla stanchezza e alla consapevolezza, al rimorso dello scotch colorato e all'arroganza di non esserne ancora oggi pentita. 
Una guerriera di sto cazzo, una che si inventa gli incidenti solo per mostrare le ferite.


15 commenti:

  1. Un po' come sperare di cadere e rompersi un braccio solo per il gusto di avere il gesso, o di sentirti dire che sei una rincoglionita e non si cade...

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  2. A volte, ma solo ogni tanto (anzi, facciamo quasi raramente), mi capita di leggere qualcosa di interessante, navigando qui e li per la rete.

    Non che vada spasmodicamente in cerca di qualcosa da leggere (per poi chiudermi con le ginocchia al mento e dondolarmi sulla sedia piangente se non lo trovo).
    Semplicemente, di tanto in tanto, leggo qualcosa di interessante.

    Mi piace leggere. E mi piace tanto.
    E se quello che leggo mi stuzzica anche un po' la mente.. beh.. tanto meglio.

    Che poi, quando meno ci pensi, ti capita sempre di star li, mezzo rincoglionito, e leggi quella cosa che ti sveglia.
    Una specie di allarme pseudo-suoneria del cellulare che mette tua sorella alle 5:30 e lascia suonare fino alle 8:00 e tu ti chiedi (incazzato come un'ape) perché.

    Perché?

    Le ferite fanno figo, questo devi ammetterlo.
    Ma non per il dolore, o per il fascino, o per la teatralità con cui vengono mostrate (o raccontate).
    Fanno figo perché significa che c'è una sorta di storia dietro quelle ferite. Perché, in qualche modo, hai vissuto qualcosa che ti ha cambiato e sei ancora li a raccontarla.

    Sei un fottuto EROE!

    Sei quello che ha usato lo scotch di tua sorella e sei ancora qui a raccontarlo.
    Cazzo!

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  3. beh, stronza sei stronza ma chi non lo è stato? io ho scritto con la penna blu (non esisteva la Replay!) tutte le borse di mia sorella che naturalmente se ne accorgeva solo in occasioni speciali fuori le mura domestiche e tornava piagnucolando (mentre tentava di raggiungere la mia pronta fuga): "non mi sono mai vergognata tanto in vita mia!" Eppure i miei graffiti erano bellissimi e personalizzavano degli accessori insulsi e anonimi!

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  4. Io fossi te mi riterrei già un'eroina dei nostri giorni,sei sopravvissuta allo scotch! Mica roba da poco!
    Mi ci ritrovo molto nelle robe rubate alla sorella,lo facevo anche io con la mia,fottendomene di tutto e tutti!
    Siamo degli eroi!

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  5. Più che altro sei stronza perchè come titolo "La labirintite" e poi praticamente parli di cleptomania :D

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  6. *perchè METTI come titolo....(ho perso una parola per strada).

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  7. E tu?
    Perché aspetti (o ti aspetti) che te lo chiedano gli altri?
    Domandatelo da sola ma solo ogni tanto e probabilmente ti passerà l'impellente necessità di mostrare le ferite.
    Sì oggi mi sento saggia (stica) ma soprattutto delusa perché mi aspettavo un post che parlasse di me.
    Io ce l'ho avuta la labirintite.
    Io.

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    1. Scusami. Scrivimelo tu della labirintite, che voglio sapere tutto. Io ho avuto l'orticaria per aver mangiato troppe fragole, vale lo stesso?

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    2. https://www.youtube.com/watch?v=wHMMkQu7bAs

      <3

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  8. Io rientravo nella categoria stronza banale: in quanto più piccola di tre sorelle, ogni volta che litigavamo piangevo e tutti correvano da me.

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