sabato 20 luglio 2013

Oggi sono io

Che non si dica che non ci ho provato ad ascoltare i Beirut per tutta una giornata che l'ho fatto, dio solo sa se.
Che non si dica che non mi metto a disposizione di ogni singolo cambiamento possibile, per dire ho spostato la frangia di lato, mi si vedono le sopracciglia adesso, e più scoperta di così cosa devo fare?
Che non si dica che parlo di sesso, alcol (con una sola o) e sigarette come in jersey shore che, santo dio, magari quella voglia di vivere, magari quella familiarità con le infradito, io che mi serve ancora di stare nuda per stare nuda e mi prude tutto addosso e se c'è stato da scegliere a un certo punto tra le bolle e il sospetto di gattamortismo, mi sembra evidente cosa abbiamo scelto.
Che non si dica nemmeno che mi nascondo dietro falsi lirismi che sono due ore che mi arrotolo lo stomaco e un po' di magone su Alex Britti, e i Beirut per ora l'ho dati ar gatto, e
"se le parole fossero una musica potrei suonare ore e ore e ancora ore e dirti tutto di me" improvvisamente mi sembra la cosa più sensata mai scritta nella storia della musica italiana.
"Ma quando poi ti vedo c'è qualcosa che mi blocca e non riesco a dire neanche come stai, come stai bene con quei pantaloni neri, come stai bene oggi, come non vorrei cadere in quei discorsi già sentiti mille volte e rovinare tutto".
Qui c'è solo da deporre le armi. Io un uomo che mi guardi, con il timore di sbagliare, con la voglia di sesso dolce, uno che sappia cos'è l'attesa di qualcuno, ditemi dove devo firmare, che già non ce la faccio più.
Con tutta la disperazione e la dissociazione e la paura che c'ho.
E quindi è molto più facile che
"così, anche questa notte è già finita e non so ancora dentro come sei"
che vaglielo a spiegare come sei, mentre sei attentissima a non essere come non devi essere, che non ti venga in mente di spaventarlo, dio mio, di rompere il tacito accordo di "non so neanche se ti rivedrò" che altrimenti crolla tutto il castelletto di sabbia e poi tocca addirittura conoscersi e correre il rischio estremo di farsi coinvolgere. Per questo poi
"preferisco stare qui da solo che con una finta compagnia e se davvero prenderò il volo aspetterò l'amore e amore sia" fa l'effetto che fa, che io sono felice di essere la distrazione, e mi sto quasi specializzando, con gioia e risultati gratificanti, ma vuoi mettere
"però stasera mi rilasso, penso a te e scrivo una canzone"?
Vuoi mettere la differenza tra chi ti pensa e ti tiene e chi ti prende e ti lascia?
Vuoi mettere uno dolce "come il mare, come il sesso"?
Che io non chiedo altro in questo luglio di merda?
Vuoi mettere sapere che è possibile?
Vuoi mettere la leggerezza di dire che lo voglio, tantissimo, che
"Questa volta lo pretendo perché oggi sono io"?

Vuoi mettere?




18 commenti:

  1. Sincera da star male e da far bene.

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  2. Tesoro, il problema è che desideri come fosse cosa comune un miracolo.

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  3. niente. le cose sono che condivido il mio mondo musicale con te e mi sa non solo.

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  4. Ogni volta, dico: ogni volta, che io penso qualcosa e la sento sulla mia pelle, tu la scrivi.
    Com'è sta cosa?

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  5. Che poi, in questo luglio dimmerda, non c'è spazio.
    Manca l'aria.
    O c'è troppa aria.
    Comunque vada, non è mai l'aria giusta.

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  6. postPerfetto.sonoSenzaParole.

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  7. L'hai scoperta a luglio 2013 sta canzone?...bo...forse sono io che non capisco il tuo stato...e i tuoi ultimi centordicimila post.
    (scusa...ho scritto a voce alta quello che pensavo)

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    1. l'ho scoperta quando è uscita, come tutti, credo. Cosa ti sfugge? e intanto, chi sei? (sei nel posto giusto per farlo ;))

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  8. A stare attente a non essere come non devi essere e' veramente una cosa pessima e degradante. La colpa pero secondo me e' nostra, che li lasciamo fare e non li mandiamo abbastanza a quel paese. Siamo succubi di un men's world.

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    1. esiste un'attenzione a essere come non devi essere per te, non per lui, che non trovo pessima e tantomeno degradante. Conosco gli errori che ho fatto e non voglio ripeterli, tutto qui. Poi la colpa di chi è è. Io colpe non ne vedo quasi mai, non ci faccio francamente nulla. E succube non mi sento.

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  9. Mi dicono spesso che nei giudizi sono affrettata e affettante (una pizzicarola, insomma) e che faccio i processi sommari. Sì, ne faccio, e oggi ne faccio uno pure su di te: mi pare che tu abbia subìto un mutamento molto più profondo di quanto possa trasparire nel tuo blog. Mi pare, alle volte, che tu senta il bisogno di dimostrare. Chissà cosa, poi.
    Come se ci fosse un destinatario reale (utilizzatore finale direbbe Ghedini) in attesa che tu digiti sulla tastiera. Forse c'è, forse non c'è, non è questo che mi interessa.
    Da diversi post volevo dirti queste cose, e forse non ho neanche trovato le parole giuste. Ma il sentimento è all'incirca come quella volta che io e Gina non ci siamo parlate per due mesi e poi ci siamo viste a Furio Camillo e i due mesi non c'erano più e le parole cattive e le urla erano passate e il tiramisù da Pompi era il migliore mai assaggato.
    Vabbè, grazie per la gassosa però.

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    1. Mutamento profondo è un eufemismo.
      Prego, per la gassosa quando vuoi.
      E comunque non c'è, il mutamento è tutto lì.

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