giovedì 26 settembre 2013

Tender is the night lying by your side

Se esiste qualcuno in grado di abbracciarmi come serve, arrivi ora o taccia per sempre, che a per sempre io non ci arrivo se non si sbriga e morire di crepacuore e di respiri troppo lunghi e di singhiozzi non era nei miei piani, almeno per ora, ma di piani io del resto non ne ho più, quindi è un'eventualità che giammai mi sento di escludere.
Il coma, ho scoperto, fa preoccupare più di qualsiasi altra cosa al mondo anche se è indotto perché io finché non mi hai parlato ho smesso di respirare e non lo so, credevo che avrei ricominciato in maniera piuttosto spontanea invece no, è un processo lento e molto meccanico, molto petto su e giù, molto ossigeno al cervello e riprendiamo le funzioni vitali, ché serve a tutti e ora non posso davvero crollare, forse verso aprile o maggio sì, adesso no.
E nel frattempo non solo galleggiare ma nuotare contro corrente, fare surf, tenersi in equilibrio sulla tavola contro lo tsunami giapponese e intanto non c'è immagine migliore nella mia testa del silenzio che c'è sott'acqua, fosse anche mentre stai affogando, quel silenzio, la luce da sopra, tutto bagnato, niente da salvare. O si va giù, o si torna su. Non ci sono alternative.
Basta arrancare, basta dai. Arrancare è francamente brutto.
E vorrei che fossi qui stasera che altre volte ha funzionato, vorrei che fossi mio.
Il coma, ho scoperto, ti abbassa le spalle, e lo sono proprio, più bassa e più bianca e gli occhi non è un'impressione dovuta al poco sonno, gli occhi davvero sono più grandi, così quando piango mi si riempie sta mezza faccia di lacrime e dimmi cosa devo volere di più di quando a Rimini abbiamo cantato tutti quanti sudati Tender ognuno per cazzi suoi come se dovessimo tutti far pace con qualcosa e chiedere un attimo di respiro, fradici di stanchezza e di felicità, nel posto giusto con l'aria giusta nella gola, a usarla nell'unico modo che adesso mi farebbe trovare la forza di tirarla fuori.
E non per questi micro sospiri mediocri di paura.
Braccia alzate, gambe aperte, sufficiente alcol in corpo, occhi chiusi e

Oh my baby,
oh my baby,
oh why,
oh my.





19 commenti:

  1. <3 io ti abbraccio, ma lo so che non è lo stesso. Bella canzone...eh.

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  2. io se le vuoi me le allungo queste braccia flosce e ti abbraccio finché non passa e ti strimpello Tender con l'armonica. sono stonata, ho poco fiato e magari ste tette ti impicciano, vorresti non ti rubassero così tanto spazio nell'abbraccio. ma ce la metto tutta.

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  3. Anch'io arranco, Spero di smettere presto.

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  4. ora la fine non la vedi, ma ti salverai <3

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  5. Un abbraccio non lo negherei mai. Se serve...

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  6. Nel momento in cui ho letto''tsunami giapponese''nella mia mente è subito appresa l'onda di hokusai...poi è apparsa la scena di quando in vacanza limonai con un tizio che all improvviso mi strinse a se in maniera così familiare,intima....boh forse eravamo un po' brilli,forse era la spensieratezza/tranquillità che ti coglie in vacanza,quell'abbraccio estraneo mi piaceva! T'abbraccio..sara

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  7. io continuo a piagne, così, a buffo, ma mò respira. respiriamo. e canta. e cantiamo. e fanculo.

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    1. Piangere molto. Vaffanculo molto. Cantare poi, insieme. Voglia di vederti.

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