mercoledì 9 ottobre 2013

Francamente uno spreco

C'era questa cosa che facevo nella vecchia casa con i miei genitori, però mi sembra di ricordare me piccola e mia sorella grande, quindi deve esserci un errore. Mamma aveva voluto mettere un armadio a sei ante e doppia altezza nella nostra stanza, io avrei voluto la loro camera, per mettere il letto nella nicchia e la cabina telefonica (rimediata non si sa come) con l'attaccapanni dentro, così chi entrava si sarebbe cambiato tipo Superman. Desideri da diciassettenne che ha dormito sempre in un divano letto con le reti di ferro.
La stanza era così: porta, entravi, alla destra c'era la libreria con un sacco di merda che leggevo da adolescente (tipo Oceano mare o Pirandello, che sì ok), lo stereo, poi la scrivania col computer e l'armadio e a sinistra i letti, mio e di Silvia, e poi i comodini e la porta-finestra che dava sul balconcino, che ancora mi ricordo che ci ho fatto l'amore con Enrico per terra, quando la casa era vuotissima e il pavimento era bianco e pensavo davvero che avrei avuto e curato delle piante.
Io. Le piante.
Silvia stava spesso al computer, lei e il suo ragazzo masterizzavano le compilation dei cd, nelle mie c'era sempre Stay di Lisa Loeb e Aeroplane dei Red Hot Chili Peppers, che restano, rispettivamente, una delle mie canzoni preferite in quanto Ost di uno dei miei film preferiti e una canzone di cui me ne sbatte davvero davvero pochissimo il cazzo.
Insomma lei era seduta al pc la sera, si navigava solo dopo le dieci, e io ero in piedi accanto a lei a fare rewind e play, rewind e play, rewind e play di sempre la stessa canzone che volevo ascoltare in loop, vagamente ossessiva, oppure a cercarla in radio, e se la trovavo iniziata o quasi finita da una parte non sapevo mai se fermarmi e ascoltare o continuare. Tutto questo in piedi, per ore.
Incredibile.
Poi ho avuto delle cuffie comode, con gli auricolari comodi, allora la ricerca la facevo direttamente a letto, al buio, con le stelline luminose di carta adesiva dei cinesi attaccate sul soffitto, la pancia in su e le gambe piegate e quando la trovavo alzavo a cannone e la cantavo in muto e Silvia smadonnava perché facevo comunque rumore con la bocca e il respiro.
Allora ho imparato a fare pianissimo. Cosa che mi è servita per tutte le volte che mi sono masturbata nel letto, mentre lei dormiva a due metri da me, o che ho finto di non essere in casa mentre in salotto mamma era con della gente che non volevo vedere.
Altre cose:
Una volta ho comprato un completo intimo color carta da zucchero, il reggiseno si apriva davanti e gli slip avevano un gancio laterale tipo Port Cros, era davvero pratico nel periodo in cui facevo sesso clandestino in posti clandestini, adesso il reggiseno ad apertura frontale me lo metto per la ginecologa, se fa freddo e non voglio togliermi la camicia.
Sono così stanca ultimamente che sbaglio le H. Ho scritto "quest'hanno" ieri in un messaggio, ho ringraziato dio che non esistesse più la chat di msn (?) (icq?) quella in cui potevi vedere cosa stava scrivendo quello con cui ti scrivevi mentre lo scriveva, cosa cancellava, i ripensamenti, gli errori, la costruzione della frase. Roba da prendere il programmatore o come si chiama e coprirgli le palle di azoto liquido.
Tutto quello che faccio dalle 23 in poi serve a ingannare una sottile e molto fastidiosa sensazione di vuoto data dal fatto che vorrei qualcuno con cui stare nuda in un letto a raccontare dei viaggi fatti da ragazzina e del primo esame all'università e dei cugini da piccoli e non so, magari qualcosa di più intimo che un po' ti commuovi.
Ho dei capelli molto morbidi che nessuno sta accarezzando.
Francamente mi sembra uno spreco.



11 commenti:

  1. ...arriverà...arriverà... :-)

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  2. Cacchio... anche io ci penso spesso a questa cosa dello spreco, ciclicamente. Cioè, ogni volta che i periodi di assenza di baci, coccole e abbracci si fanno relativamente lunghi.
    E poi mi dico... "però, se penso che si tratti di uno spreco, vuol dire che il mio livello di autostima non è poi così basso".

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  3. Francamente, sono come te.
    Francamente, io sbaglio le doppie, specie dopo le dieci di sera. Specie al lavoro, quando sono assente, presa dalle mie ansie.
    Francamente, sono ingrassata. Mi sto scassando la schiena, ogni giorno, per rimediare, ma chissà se servirà.
    Francamente, ho dei capelli orripilanti che, comunque, anche quando sono perfetti, nessuno accarezza.
    Francamente, ne ho le palle piene di "Arriverà.. Arriverà quando meno te lo aspetti..!", elargiti con voce flautata e con tono mellifluo da chi non capisce una mazza e non sa dirti altro che idiozie preconfezionate.
    Francamente, sono stanca di essere quella forte. Io sono debole, dannazionissima.
    E oramai non mi ricordo più cosa vuol dire crollare esausta, felice, tra e sue braccia, dopo un gran pianto.
    Francamente, sono stanca.

    Ciao, Stazzì',,

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