lunedì 25 novembre 2013

Un maalox e sorridere forte

Questo post lo sto dettando al telefono.
Magari se le cose le dico ad alta voce hanno un senso anche nel mondo.
E poi sono stanca.
Lavoro tanto, sono molto concentrata, tanto che tutto il resto diventa evasione e risarcimento, un "semel in anno licet insanire" continuo.
Possibile che per me funzionino solo le bolle, i buchi spazio-temporali, le realtà parallele? Tutto quello che negli ultimi mesi ha avuto più senso, e si è mangiato più energie e aspettative e voglie, è stato sempre, ma guarda un po', qualcosa che avveniva clandestinamente, fortuitamente, istintivamente.
Un rischio emotivo costante, dall'investimento al risultato. Quale poi? A parte scoprire pezzi di me addormentati da anni, capacità di distacco e cinismo pari a quelle di coinvolgimento rapido e sincero, insomma santa madonna, io ci penso tutto il giorno e non devo e qua le chiacchiere stanno a zero.
È che agli uomini io non ero più abituata. Ero abituata a me-con-loro, che è tanto diverso.
Poi ne arriva uno che fa l'effetto di un pavone super colorato e elegantissimo allo zoo il 15 agosto mentre tutti gli animali stanno nascosti nel fondo delle loro gabbiette per il caldo e l'asticella si alza da sola e ditemi chi resiste a questo.
Io no.
Io proprio no.
Adesso dormo, poi domani mi sveglio, lo amo ancora, mi prendo un maalox e sorrido forte.

24 commenti:

  1. ... but dreams come slow, and they go so fast.

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  2. E niente, alla fine ti scrivo come si scrive a un'amica, che per il momento mi fa comodo sparare parole nell'etere del web.

    Perchè volevo sapere come si fa a fare quella cosa lì che hai fatto tu. Un giorno svegliarsi e cambiare vita. Cambiare magari non proprio, ma un giorno svegliarsi e decidere di essere tu e basta. Senza filtri. Come si fa a decidere di essere e vivere tutto fino in fondo come dici tu? Come si scopre i pezzi di sé addormentati da anni? Come ci si lascia con un uomo dopo sette anni di convivenza? Perchè io sono al sesto...

    Io la mattina mi alzo e la sento quella cosa lì, che devo cambiare. Mi dura per tutto il tragitto del tram. Poi lavoro. Poi torno a casa la sera e non ci voglio pensare più. Così tutti i giorni.

    E.

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    1. Te lo spiego, magari meglio se te lo racconto, ecco, magari meglio se non qui.
      La mail è stazzitta@gmail.com, scrivi.

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  3. Scriverò...ma già mi cago sotto per la risposta. Grazie :)

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  4. Nell'ultimo anno e mezzo pensavo che non ce l'avrei fatta, ogni giorno mi alzavo e sentivo quella cosa lì... ed anche durante tutto il giorno, sempre, fissa.
    Eppure, quando non te l'aspetti più, ecco che arriva un giorno, che sembra uguale agli altri e che invece è diverso... allora ti svegli ed è come un'illuminazione, lui non c'è più. A me è successo proprio poco tempo fa... e l'ho raccontato qui:
    http://attriceincercadautore.blogspot.it/2013/10/resta-un-unico-respiro-il-mio.html
    Un abbraccio, Lunette

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