domenica 1 dicembre 2013

Almeno.

L'incapacità di gestire i soldi l'ho presa da mio padre.
Il vizio dell'affettato a raggiera sul piatto largo da mia madre.
La concretezza e le sopracciglia sottili da Silvia.
La maturità l'ho presa da Livio, l'impermeabilità sentimentale al tempo da Stella, i "perché" dagli attacchi di panico e dalla professoressa di latino del liceo, le classifiche da Nick Hornby, l'anticlericalismo e quel poco di senso di giustizia non lo so, forse dallo stomaco direttamente.
La mia baby sitter storica mi ha insegnato Contessa e la parola "succulento", mia sorella a leggere, Matteo che succede tutto e che va bene così.
La forma della faccia sarà di una nonna che chissà quale, il modo di piangere è di mamma, l'amore e il sesso mi sa che sono miei.
Alle elementari, o forse all'asilo addirittura, c'era questa bambina povera che abitava nelle baracche dove mi era proibito andare, tra la scuola e il Superemme, si chiama Aurelia, come la via, e la madre era una cicciona con i piedi sporchi che la chiamava gridando con le mani a paletta e noi a casa la prendevamo un po' in giro, bonariamente s'intende, certo, come no. E Aurelia era bianca nella mia testa. Poi c'era il bambino di cui non ricordo il nome, biondino, elegantissimo, la madre gli metteva il minestrone nelle bottigliette vuote del succo di frutta e ai miei piaceva tanto, lui nella mia testa era viola. Poi c'erano gli zingari che mi terrorizzavano, avevo paura che mi attaccassero le malattie: loro mi insegnarono a bestemmiare e il razzismo d'istinto. Gli zingari erano verde scuro.
Mia zia Sissi era verde chiaro, mia zia Luciana era bordeaux, Silvia è sempre stata blu, io senza colore.
Se tutto va bene lunedì prendo una casa, ho Marte favorevole fino a luglio e sempre paura.
Non c'è una chiusa, almeno metto un titolo.

16 commenti:

  1. Quando ad ogni essere umano corrispondeva un colore arbitrario... m'hai aperto una voragine. Non ci avevo più pensato. Ma anche la mia mente, tanto tempo fa, per un periodo s'era messa a funzionare così. Faccio forza sulla memoria, chiudo gli occhi, ed ecco che per un attimo sembra quasi che tornino i colori. Si espande una vampata di tepore detta ricordo, provo a trattenerla. Niente, mi ha già lasciato. Ma ormai un pensiero s'è fatto: ovvero, c'è che mi manca, quella mente ch'era ancora lucente, poi negli anni flagellata dagli ormoni e dalle necessità in costante espansione, come un impero romano di insoddisfazione. E quella fantasia, soffocata dalla stratificazione di questioni pratiche, p schiacciata da questa stessa ostinazione nello scavare fra i propri sentire passati. Fracassata dai colpi ripetuti e incalcolabili di tante, troppe parole sempre uguali.

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  2. mi ricordo di carmelo, compagnetto povero delle elementari
    siciliano, figlio d'immigrati tristi
    lo prendevamo tutti per il culo
    una volta gli feci uno scherzo inenarrabile, di fronte a bimbi e genitori.
    e dire che mi faceva una gran pena
    Carmeluzzo usava l'inchiostro blu; si portava proprio la boccettina da casa
    probabilmente regalo dei parenti dal sud, o comprata con chissà quali risparmi.
    noi gliela rovesciavamo sui piedi
    e risatone
    e dire che mi faceva una gran pena
    era buono e alle volte avrei voluto chiedergli se aveva bisogno
    carmeluzzo dai piedi blu
    chissà adesso sarà sicuro un gran criminalazzo del Pilastro.
    fa te cosa mi hai fatto venire in mente.

    Goblin

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  3. Tu mi fai sentire meno sola. Grazie.

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  4. trentenne, scrittrice, gucciniana, pensatrice, ossessionata dalla divulgazione complusiva delle proprie e umane miserie. saresti l'anima gemella. peccato che debba sempre cadere su un però (o dal pero): che schifo di mondo!

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  5. Mi piace come scrivi ... Aveva ragione Laura .. Vai a trovarla nel suo blogs , se ti va vieni nel mio
    innamorata pazza della vita ... Così
    È tu non stare mai zitta ... Mai

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  6. Il blog chiede la tua presenza!!!!!!!!!!

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  7. By the way, Thank you for sharing with us, and we sincerely hope you will continue to update or post other articles.
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