sabato 4 gennaio 2014

Allora ti lascio fare

Quando andavo dalla ginecologa le prime volte, andavamo in un posto a Via dei Castani, ce lo avevano consigliato delle amiche di mamma che avevano avuto un sacco di problemi, perché con i medici è così, più il caso è disperato più ti puoi fidare. Io ero piccola, ed ero femmina. Le due cose mi avevano portato da lei, non avevo ancora tutti i malanni , le mutazioni genetiche e gli altri cazzi che avrei scoperto negli anni, e non potevo immaginarli.
La dottoressa aveva i capelli lisci, con il taglio di sabrina ferilli ma di un rossiccio promesso come sbarazzino, e il camice aperto e la gonna stretta e faceva simpatia. Ero vergine, quindi la visita era tutta da fuori.
Mi toccava sulla pancia con la mano piatta, le dita unite e molto rigide. Questa paletta dura spingeva sulle ovaie, e sotto l'ombelico, e sui fianchi già morbidi e faceva male, ma sembrava necessario e allora forse lì ho smesso di frignare per il dolore. Dal dentista avrei urlato, lì no.
Certe volte quando tu mi parli io ho la stessa sensazione. Allora sto zitta, un po' mi intristisco e aspetto che mi passi lo spavento di trovare proprio lì dentro, dove ancora forse sono piccola e femmina soltanto, qualcosa che non va. Tu pure spingi, lento, con movimenti circolari e io non capisco cosa cerchi, cosa senti, quale bozzo ti farà preoccupare e non posso fare niente, allora mi sento proprio male, e non so nemmeno se posso trattenere il respiro.
Poi mi sento sporca, un po' violata, incomprensibilmente oscena e inutilizzata nella mia nudità.
Ma è necessario. E inevitabile.
Allora ti lascio fare.


27 commenti:

  1. E' inevitabile. Ma è necessario?
    Poi penso che certi piccoli bozzi pure si sentano, talvolta, a cercarli tastando o esplorando, con quei cerchi che servono più a distendere che a trovare, sebbene ricordino i compassi laser dei radar. Studi empirici ipotizzano che possano essere gonfiori induriti generati dalla paura stessa di averceli, i bozzi. E nel caso dici, Sta' tranquilla, non è niente, tu sei perfetta così. Ma non è uguale ad aver attraversato un ventre senza pensieri e senza dune. Quei bozzi non esistono, eppure ci sono. E allora pensi, Cazzo; ché spaventarsi per una cosa stupida non è uguale a non averne affatto, di paura. Ma non è che scappi. Però non smetti di cercare, anche se sai che niente esiste. E non è uguale a fottersene.

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  2. "Poi mi sento sporca, un po' violata, incomprensibilmente oscena e inutilizzata nella mia nudità"...io giuro non ti capisco più Daniela. Ma cosa significa questa frase?..ti prego se risponderai: FALLA FACILE!
    Emy

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    1. Direi che è fin troppo normale se non mi capisci (più?!), però ecco spiegare no, dai.
      Poi spieghiamo anche le barzellette e facciamo dei tutorial sulla cura dei miei capelli?
      Dai no, scusa.

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  3. Io ti Adoro,
    Lunette
    http://attriceincercadautore.blogspot.it/

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. C'è una malinconia.
    Uno spreco, sì, di bellezza sottovuoto.
    Mentre tutto il mondo ti frana addosso ed è ancora una volta una paletta dure, che non ti sa colpire davvero.

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