sabato 1 marzo 2014

Se io morissi


Se io morissi, tu che faresti?
Riusciresti a fare finta di niente? come potresti non raccontare che sei il depositario di tutto?
Ti aggireresti tra i miei amici con la faccia di un estraneo, e le più sentite condoglianze alla mia famiglia, forse non andresti a lavorare per un giorno. Piangeresti?
Se io morissi non sapresti cosa farne di te, ti sentiresti in colpa per non aver usato meglio tutto un corpo, tutta una voce, per non aver telefonato di più, detto grazie, chiesto scusa, chiesto per favore, chiesto ancora.
Se io morissi non riusciresti più a sentire delle canzoni, a mangiare dei cibi, a spogliarti nudo senza pensare a me.
Se io morissi le donne ti sembrerebbero tutte uguali, forse tutte bionde, tutte bianche, tutte serie.
Solo io ero rossa, ed ero bella, e ridevo, ma tu non lo sapevi così tanto.
Se io muoio, amore mio, ti dico cosa devi fare.
Vai da mia sorella, fatti dare le chiavi di casa mia. Continua a pagare il mio affitto e entra dentro, ogni tanto, qualche ora al mese, tocca le mie cose, fai la spesa e cucina, mangia nei miei piatti, fatti la doccia seduto nella vasca con la schiena verso il muro e la finestra aperta. Dormi dal lato destro del letto, lascia la lampadina volante e metti la maniglia all'anta singola dell'armadio, che così non la sopporto nemmeno da morta.
Leggi i miei libri, sottolineali, portali a casa con te, ma restituiscimeli.
Piangi qui e non fuori, se vuoi, questo spazio serve a te ora, a me non più.
Poi esci, cammina, prendi l'autobus, vai al Colosseo, che non è un nostro posto, ma è abbastanza banale da farti concentrare ancora solo su di me nello spazio, quando esistevo e cambiavo le cose e tu le cambiavi a me. Butta tutto se credi, tieni solo quello che profuma e che ti fa sentire meno solo. Paga una donna che venga a pulire, affinché la casa non ti sembri mai disabitata, perché adesso tu ci vivi, quando non puoi fare a meno di me.
Se io muoio, non fare a meno di me.
E, per favore, nemmeno se vivo.




26 commenti:

  1. bellissimo, più una canzone che un post.. brava davvero

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  2. Dolce, triste, caldo e d'amore.
    Ti auguro che il destinatario lo legga.

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  3. Non mi viene l'aggettivo giusto per commentarlo, ma commento lo stesso perchè tu sappia che...che.
    Laura

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  4. mi hai lasciata senza parole...e ti assicuro che è una cosa veramente rara!

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  5. scrivi di più, sono convinta che serva a te e a noi che ti leggiamo. o per lo meno...a me servi. :)

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  6. dico uào.
    che racchiude tuttelecòse.
    uào.

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  7. Ma è bellissimo!

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  8. io mi unisco: uào.

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  9. Complimenti. Avrei voluto scriverlo io.

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  10. "quando esistevo e cambiavo le cose e tu le cambiavi a me"
    Che meraviglia.

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  11. Lo so che non ci conosciamo. E lo so che la tua è un'iperbole, o forse un adynaton; o forse non so, ché nella giungla delle figure retoriche c'è da perdersi. Ma lo stesso: no dai, non morire. Tanto non farà a meno di te nemmeno se vivi. Quindi, tanto vale, vivi.

    Ora, siccome non è bello chiedere senza nulla dare in cambio, ti poso qui un regalino piccolo. Qui sotto. Piccolo.


    "Me desordeno, amor, me desordeno
    cuando voy en tu boca, demorada,
    y casi sin por qué, casi por nada,
    te toco con la punta de mi seno.

    Te toco con la punta de mi seno
    y con mi soledad desamparada;
    y acaso sin estar enamorada
    me desordeno, amor, me desordeno.

    Y mi suerte de fruta respetada
    arde en tu mano lúbrica y turbada
    como una mal promesa de veneno;

    y aunque quiero besarte arrodillada,
    cuando voy en tu boca, demorada,
    me desordeno, amor, me desordeno."


    (Carilda Oliver Labra)

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